Il Precipizio

Buongiorno e buon anno nuovo, cari lettori! Passate delle buone feste? Oggi ricomincia la regolare attività del blog con la recensione di un libro gentilmente offerto dalla Caravaggio Editore, Il Precipizio di Diletta Nespeca.



Titolo: Il Precipizio
Autore: Diletta Nespeca
Editore: Caravaggio
Prima pubblicazione: Marzo 2014
Genere: Narrativa, thriller
Pagine: 80
Valutazione: ★★★☆☆
Prezzo: Copertina flessibile 10€ / eBook 6,15€
Acquistalo su Amazon o sul Caravaggio store!
Chiedilo in prestito alla biblioteca più vicina!

Sinossi: La perversione dell'animo umano è il cardine intorno al quale si articolano i gironi dell'inferno, quello sulla Terra. Sebbene, mentendo a sé stesso, Angel finga di non ricordare i motivi del suo "singolare mandato", conosce bene i meccanismi di tale depravazione. Senza pietà, né "remissione di peccato", Angel punirà coloro che riterrà corrotti, mentre la sua nuova veste di spietato vendicatore sotto mentite spoglie diventa sempre più irrefrenabile. Ma qualcuno, o qualcosa, a sua insaputa, lo segue costantemente, finché alla fine...


Alcuni giorni prima del Natale, una misteriosa creatura arriva sulla Terra: il suo nome è Angel e lo scopo del suo viaggio è scoprire gli usi e i costumi di quelli che chiama "scimmia", cioè gli esseri umani. Punendo inizialmente coloro che riterrà corrotti, pian piano Angel si troverà a ricoprire il ruolo di vendicatore spietato e irrefrenabile, facendo uso di un potere che non riuscirà più a controllare... Qualcuno riuscità a fermarlo? Ma soprattutto, Angel incarna il bene o il male?

"Il precipizio" è il salto che il lettore compie nel leggere questo romanzo. Volutamente, infatti, l'autrice omette nomi e descrizioni dei personaggi perché il lettore possa dar sfogo alla propria immaginazione. Una lettura interattiva, per certi versi, in cui viene offerta ampia possibilità d'interpretazione del messaggio o dei messaggi da cogliere tra le righe.
Ogni personaggio incontrato da Angel è emblematico perché rappresentativo di un aspetto dell'animo umano: vanità, avarizia, ma anche generosità, speranza.
La storia narrata, soprattutto con il suo finale a sorpresa, vuole portare il lettore a riflettere sul significato del bene e del male e nello specifico sulla nostra responsabilità nell'agire in un senso o in un altro. Responsabilità intesa come libero arbitrio, di scegliere ogni giorno di assecondare o meno la nostra natura, benevola o malevola che sia.
E se il bene è sempre creatore, il male è distruttivo perché distrugge per edificare se stesso. A riguardo viene citato Sant'Agostino quando nel suo De Civitate Dei afferma che il male è semplicemente uno stato di non esistenza.

Questo romanzo non mi ha pienamente soddisfatta, perché l'idea di fondo era molto buona, ma forse se ne poteva fare un lavoro migliore. A parte i numerosi refusi presenti fastidiosamente in fase di lettura, il finale risulta isolato rispetto al resto della narrazione, con un registro linguistico troppo diverso e quasi disturbante. Nel complesso la lettura è semplice e scorrevole, adatta a tutti. Con un pizzico di ironia, è una storia che riesce comunque a far riflettere e forse era semplicemente questo lo scopo dell'autrice.



Diletta Nespeca è nata ad Ascoli Piceno, dove risiede attualmente e lavora come scrittrice, recensionista e opinionista. Appassionata di civiltà antiche, ha vinto alcuni premi per le sue opere. Recensisce autori esordienti e collabora con il Blog Taormina. Saltuariamente scrive anche presentazioni di giovani autori e articoli per riviste medico scientifiche.

Potrebbe piacerti

0 Commenti