lunedì 29 ottobre 2018

Recensione: "Il virus benefico" di Pierluigi Dadrim Peruffo


Titolo: Il virus benefico
Autore: Pierluigi Dadrim Peruffo
Editore: Caravaggio
Prima pubblicazione: gennaio 2018
Genere: Saggistica
Pagine: 96
Valutazione: ★★★★☆

Questa settimana riprendiamo la collaborazione con la Caravaggio Editore con la lettura di un libro molto particolare e di estrema utilità: Il virus benefico di Pierluigi Dadrim Peruffo.

Meglio conosciuto semplicemente come Dadrim, classe '79, dopo un'infanzia e un'adolescenza caratterizzate da un'intensa e difficile ricerca di armonia, a 19 anni conobbe due persone fondamentali per la sua crescita e maturazione: un frate francescano e uno psichiatra che lavoravano insieme insegnando filosofia mistica e meditazione. Grazie a questo incontro, unito a una serie di condizioni favorevoli, Dadrim è riuscito a intraprendere un profondo lavoro di indagine esistenziale che lo ha portato alla laurea in Filosofia nel 2005 e al master in counseling filosofico nel 2007. Oggi si occupa prevalentemente del sociale, dedicandosi in particolare all'educazione dei giovani e al benessere interiore delle persone, tenendo anche incontri di counseling filosofico e di meditazione presso il Centro Nisarga di Vicenza. A partire dal 2008 ha aperto un blog dove condivide pensieri, canzoni, domande e riflessioni su tematiche esistenziali e introspettive.

 Pierluigi "Dadrim" Peruffo

Ed è proprio questo il carattere delle tematiche affrontate nel suo primo libro, di cui parleremo quest'oggi. Il virus benefico è un saggio filosofico, ma che definirei anche come un piccolo manuale di auto-aiuto da tenere sempre sul comodino, con elementi di antropologia, sociologia e poesia. È suddiviso in 5 capitoli, in ognuno dei quali l'autore affronta una tematica e un approccio diverso alla vita, con riflessioni filosofiche profonde, focalizzandosi di volta in volta anche su alcuni termini cardine, analizzandoli e contestualizzandoli in relazione al tema trattato.

Il primo capitolo, intitolato L'uomo e il sitema, è introduttivo e riassuntivo della situazione di forte degrado morale che caratterizza la nostra epoca. Ciclicamente, l'umanità si ritrova a fronteggiare sempre gli stessi problemi e a combattere sempre le stesse battaglie, nuovi conflitti e nuove disuguaglianze, fondate su vecchie basi psicologiche e ideologiche. Secondo l'autore, questa "nuova fase" nella quale ci ritroviamo oggi a vivere, sarebbe iniziata l'11 settembre del 2001 con l'attacco alle Torri Gemelle di New York e l'inizio della cosiddetta "guerra al terrore". A quel punto, la fine dell'egemonia capitalistica degli U.S.A. e dell'Occidente tutto, ha decretato la fine di tutte le illusioni. 

Il risultato? Decenni di sfruttamento senza regole delle risorse del pianeta, una classe sociale di ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, nonché un disastro anche di tipo politico, di stati che non tutelano più i propri cittadini, nascondendosi dietro termini quali "spread" o "rating". Infine, l'apogeo è stato di recente raggiunto con le ultime migrazioni dalla mole biblica, di interi popoli provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente, che fuggono da guerre e povertà generate proprio dall'Occidente. Parole come "progresso", "scienza", "libertà" e "modernità" ci hanno tratto in inganno negli anni, mentre la "democrazia" veniva esportata con la guerra (due termini così lontani che la loro semplice vicinanza dovrebbe costituire un ossimoro). Solo ora, forse, di fronte a questo ennesimo disastro di cui non ci sentiamo responsabili, iniziamo, pian piano, a renderci conto di cosa è successo, di essere tutti in minima parte responsabili e complici dell'intero sistema.

Quante volte ci sarà capitato di pensare che, ormai, per nessuno esiste più "l'altro" e che nessuno sembra più impegnarsi per il benessere collettivo, nell'interesse di tutta la comunità. Al contrario, si ragiona ormai solo per se stessi e si agisce esclusivamente per il proprio tornaconto personale, senza più un briciolo di empatia o sensibilità. La psicologia di massa è intrisa di falsi valori, che ci sviano e vanificano l'impegno di quei pochi che ancora cercano di operare nella rettitudine. La cultura moderna sembra essere pervasa da un egocentrico narcisismo e il vero cambiamento non potrà mai avvenire se non iniziamo, nel nostro piccolo, a cambiare il mondo singolarmente, a capire che tutto ciò che sta accadendo non dipende esclusivamente dai grandi vertici mondiali (politici, massoni, multinazionali). Occorre perciò sovvertire l'intero sistema e trasformare l'"anomalia" del singolo nella "normalità" del domani.
Per generare una rivoluzione, l'unica vera rivoluzione possibile, ci serve un esercito di uomini liberi, consapevoli e innamorati della vita!
Da qui, l'importanza assoluta che acquista l'aiutare gli altri e l'amare prima di tutto noi stessi, prima di poter essere in grado di aiutare e amare l'altro. Non dobbiamo, infatti, prodigarci per aiutare gli altri esclusivamente come un modo per scappare da noi stessi e dalla nostra vita, altrimenti non aiuteremo mai veramente nessuno, rischiando solo di far danno. Molti, troppi, rifuggono assolutamente la solitudine, cercando continuamente qualcos'altro al di fuori di se stessi, per poi rimanere delusi ogni volta che quel desiderio passeggero viene soddisfatto. Si cerca in tutti i modi di sopprimere quell'idea di infinito, in noi stessi e nell'universo, perché è un'idea troppo vasta e potente che il nostro cervello non riesce ad elaborare. Questa paura è generata da quell'istinto alla comparazione continua, tra noi e il mondo che ci circonda, dal sentirci sempre superiori, grandi, mentre invece dovremmo ricordarci più spesso di "non essere niente" (come afferma anche lo psicoterapeuta Raffaele Morelli nel sul libro Ciascuno è perfetto, riprendendo il pensiero Zen). Il risultato di questa fuga non può che essere la costruzione di società distopiche dove l'essere umano ha chiuso e si è rinchiuso in prigioni di violenza, schemi fatti di torture e abusi, anche autoinflitti. A quella che è la vera essenza delle cose, siamo invece ora abituati a sovrapporre etichette di vario genere, che non fanno altro che alimentare sentimenti di odio e astio. Ma perché? L'uomo ha iniziato a colmare la sua solitudine cercando di controllare tutto ciò che lo circonda.
Accanto al tempo e allo spazio dell'Universo anche la più ciclopica impresa dell'uomo non sarà mai nulla più di un'onda del mare, che per un istante si erge verso il cielo come se volesse conquistarlo e un istante dopo si è già dissolta.
Dobbiamo cercare di capire che facciamo tutti parte della medesima esistenza, che condividiamo tutti un solo cuore ("Un solo cielo, un solo destino" per citare il famoso Kingdom Hearts). Tuttavia, spesso e volentieri la parola ci divide, per natura, perché fatta per definire e isolare qualsiasi concetto, qualsiasi cosa. Il linguaggio stesso è stato creato per poterci permette di gestire meglio l'ambiente circostante, risultando quindi uno strumento di evoluzione, un'arma potente che possiamo sfruttare a nostro vantaggio o che può, al contrario, diventare letale.

Anche la tecnologia oggigiorno progredisce a ritmi impensabili fino a qualche anno fa e in maniera molto più rapida rispetto al ritmo con cui progredisce il nostro mondo interiore, creando un divario ("La complessità di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistori per chip, raddoppia ogni 18 mesi e quadruplica quindi ogni 3 anni" come enunciato nella prima legge di Moore). Dedichiamo molto tempo alla ricerca di notizie sull'ultimo modello di cellulare, ma siamo assolutamente ignoranti rispetto alle nostre dinamiche mentali ed emotive. Siamo ormai caduti nell'inganno di pensare che le parole siano la realtà assoluta, rimanendo poi costantemente delusi e disillusi, in uno stato perenne di ansia e irrequietezza. La soluzione è iniziare a dubitare: rimanere curiosi e interrogarsi costantemente, essere consapevoli della nostra ignoranza e sforzarci di rimanere più spesso in silenzio a osservare.

Con il secondo capitolo, Le solite menzogne, ci addentriamo poi in tematiche più prettamente storiche e politiche, esposte dall'autore in modo da arrivare a comprendere le nostre colpe, a riflettere sugli errori che sono stati commessi e a cercare di reagire per poter arrivare più preparati e saggi in un futuro prossimo. Vengono quindi menzionati i commercianti di armi, le fake news e quello che è un vero e proprio "business della morte".
Questo orrore è la prova evidente che le guerre sono abusi, crimini contro l'umanità perpetrati dai governi, fatti compiere da giovani che vestono una divisa credendo di servire dei valori, quando questi stessi giovani, in realtà, a causa della propria ignoranza finiscono per servire inconsapevolmente il denaro e gli interessi degli assassini seduti in poltrona. [...] Mi chiedo per cosa stiano lottando oggi le centinaia di migliaia di soldati occidentali che sono ancora sparsi per il pianeta. Non sono forse divenuti loro stessi profughi, senza più alcuna patria?
Nel terzo capitolo, Possiamo essere liberi e felici, attraverso delle storie e degli aneddoti, Dadrim ci offre degli spunti, delle chiavi di lettura che possiamo utilizzare per interpretare da un altro punto di vista gli eventi e la vita di tutti i giorni, per trarne giovamento e utili insegnamenti. Viene affrontato il mito del self-made man e del fallimento, i sentimenti di ansia e angoscia che sembrano ormai essere diventati la costante nelle nostre vite, nonché il tema della morte, così temuta dall'uomo, ma che andrebbe invece vista come un'amica, che ci aiuta a tenere a mente il distacco fondamentale dalle cose materiali e a ricordarci quali dovrebbero essere i veri valori nella vita.
Il crollo delle nostre illusioni e il dolore che ne consegue ci fanno usare la parola fallimento. [...] La pseudocreatività che ci hanno insegnato porta a essere furbi, ad aggirare gli ostacoli, ad aumentare le probabilità di successo e ricchezza. Il guaio è che fa tutto ciò al prezzo della nostra integrità, della nostra stessa dignità umana.
Il discorso su Dio e sulla religiosità in generale, viene invece sapientemente arginato dall'autore in quanto considerato solo come un elemento aggiuntivo alla riflessione di base. Il sentimento viene invece trattato molto bene nel quarto capitolo, Parlando d'amore. Questo sentimento gioca un ruolo molto particolare all'interno del discorso perché, quando doniamo noi stessi a un'altra persona, abbiamo per un po' l'impressione di esserci liberati da un fardello, avvertiamo pace e unità col mondo. È l'Ego ad essere momentaneamente sospeso dalla passione, che però non dura in eterno, bensì solo nel periodo iniziale. Ciò che è fuori di noi non è mai un elemento di stabilità e l'amore non è da vedere come un inganno, bensì come uno spunto, un invito a morire a noi stessi. Se accolto, esso può essere un nuovo inizio e una potente sfida: imparare ad amare l'altro per ciò che è realmente e non per quello che noi pensiamo di lui.  
Impariamo a rimanere "interiormente spaziosi", come una stanza dalle finestre aperte che viene attraversata dall'aria fresca di una mattina di primavera in cui rinasce la vita. Del resto il vero uomo immortale è colui che non ha paura del prossimo istante; è chi ha realizzato che solo nel continuo accadere del presente si scioglie ogni catena che lo vincolava al passato e lo angosciava per il futuro. Immortale è l'uomo che scopre ogni giorno un presente senza tempo, perché sente sempre di avere solo questo istante per poter essere veramente e totalmente vivo. [...] Il "morire a noi stessi" di cui abbiamo parlato ci apre la porta all'altro. La morte delle nostre paure, così dolorosamente legate al bisogno di controllo e di sicurezza psicologica, è la premessa dell'amare veramente e forse, paradossalmente, del non morire affatto.
Infine, il quinto ed ultimo capitolo, Il manifesto del vero rivoluzionario, vuole essere un vero e proprio monito per il lettore e l'uomo moderno, un vademecum di comportamento nel mondo di oggi per un futuro migliore. L'autore auspica in primis a una rivoluzione educativa: "educare" inteso come sviluppare le capacità dei singoli bambini e non "istruire" inteso come un inserimento forzato di mere nozioni nelle loro piccole menti, dargli quindi la possibilità di crescere e svilupparsi invece di fungere solo da "stampini" su di loro. Questo non significa però non imparare dagli errori del passato, anzi, bisogna dubitare costantemente e sperimentare più che credere ciecamente, senza però imporsi sugli altri. I paragrafi 5.3 e 5.4 sono dei veri e propri manifesti riguardo cosa desidera idealmente un bambino e cosa desidera idealmente un genitore, mentre il paragrafo 5.5 racchiude tutte le speranze e i desideri per il futuro insieme al concetto e alla reale definizione di "famiglia".  Ed è proprio questo il virus benefico: il cambiamento, in positivo del singolo che si diffonde e genera un cambiamento buono anche nell'altro e così via. È il virus della bellezza, della semplicità, dell'onestà e della verità, che crea una sorta di "epidemia positiva".
Comportiamoci come un virus benefico, all'interno di un sistema malato. Diffondiamoci piano, silenziosamente creando collaborazioni e amicizie basate sull'onestà e sulla solidarietà.
Credo davvero che questo libro debba essere letto da chiunque viva nella contemporaneità, per comprendere meglio se stesso e certe dinamiche attuali. Nonostante i temi trattati, non si è dimostrato un libro pesante, anzi l'ho trovato estremamente adatto anche a chi ha poco tempo per leggere o a chi vorrebbe ricominciare a leggere dopo un lungo periodo di pausa. Il linguaggio utilizzato da Dadrim è molto semplice, le tematiche sono estremamente attuali e la divisione in piccoli capitoli ne rende agevole la lettura e la ripresa in diversi momenti.

Unica pecca, per me, è la brevità del libro. Trovo che alcuni argomenti avrebbero potuto essere approfonditi maggiormente e corredati da più esempi e consigli, estrapolati magari dall'esperienza professionale di Dadrim. Un'idea e forse un consiglio per il futuro potrebbe essere quella di trasformare questo saggio in un utilissimo manuale da adottare anche nelle scuole!

Se anche voi morite dalla voglia di approfondire questa lettura, potete acquistare il libro sul sito web della Caravaggio Editore oppure su Amazon nel doppio formato copertina flessibile o eBook!

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