lunedì 3 settembre 2018

Recensione: La casa delle farfalle di Silvia Montemurro

Titolo: La casa delle farfalle
Autrice: Silvia Montemurro
Prima pubblicazione: maggio 2018
Editore: Rizzoli
Genere: Romanzo
Pagine: 361 
Valutazione: 



"Le persone che abbiamo amato tornano sempre da noi. A volte hanno le ali di una farfalla."

Devo ammetterlo: ho notato questo libro grazie a un'inserzione Facebook. Avete presente? Quei post sponsorizzati molto intriganti che spesso, mentre scorriamo la home annoiati, ci propongono pagine o prodotti che potrebbero essere di nostro interesse? Ebbene sì, questo libro ha suscitato il mio interesse e l'ho acquistato, perché ho pensato potesse essere il regalo perfetto per mia madre, in occasione di un evento importante. Mai scelta fu più azzeccata! Dopo averglielo offerto in dono, accuratamente incartato e provvisto di dedica, ho pazientemente aspettato che lo leggesse e lo terminasse per poi sgraffignarlo alla prima occasione utile, per leggerlo anche io!

Ma procediamo con ordine. Prima di tutto, un'introduzione dell'autrice, che personalmente non conoscevo ancora (purtroppo!). 

Silvia Montemurro è una giovanissima ragazza nata in provincia di Sondrio, in Lombardia, classe 1987. Ama la danza, i viaggi e, ovviamente, i libri. Come scrittrice ha esordito nel 2013 con il romanzo L'inferno avrà i tuoi occhi, edito da Newton Compton e segnalato dal comitato di lettura del Premio Calvino. Nel 2016 pubblica con Sperling & Kupfer il suo secondo romanzo, Cercami nel vento. L'anno successivo, con la stessa casa editrice, pubblica la trilogia di romanzi rosa Shake my colors: La mia luce sei tu, Persa nel buio, Insieme oltre la notte. Fino ad arrivare al maggio di quest'anno, quando ha pubblicato con Rizzoli, per la mia e la vostra gioia, il libro oggetto di questa recensione!

E veniamo ora alla trama, con una premessa speciale, ovvero un proverbio giapponese molto suggestivo tratto dalle prime pagine del libro: "Un amore unico arriva fino al cielo".


ユニークな愛は天に達する

Anita ha trent'anni e insegna biologia all'università di Colonia, in Germania, dove convive con il suo fidanzato Hans. O almeno questa era la sua vita fino a poco tempo fa. Di recente, infatti, Anita ha fatto ritorno a Ossuccio, vicino Como, presso quella che ormai tutti conoscono come la Villa delle Farfalle, casa sua. La villa è abitata da Margherita, la mamma di Anita, rientrata dalla Germania 7 anni prima quando Urs, suo marito e papà di Anita, era venuto a mancare a causa di un infarto. Assidua frequentatrice della villa è anche la zia Maria, che non è una vera e propria zia, bensì una carissima amica di Lucrezia, nonna di Anita e mamma di Margherita, morta qualche anno prima. Anita è rientrata in Italia in fretta e furia, lasciando il lavoro e mollando anche Hans di punto in bianco e senza spiegazioni. Neanche a noi lettori infatti è dato sapere il perché, se non nelle ultime struggenti pagine del romanzo. L'unica cosa che ci viene rivelata, è che Anita è tornata in Italia per lenire le sue ferite e Ossuccio sembra essere il posto giusto poiché dà l'idea di un luogo fuori dal mondo, in cui il tempo scorre in maniera diversa. Ad avallare questo pensiero, l'inquietante e fugace visione di una bambina giapponese che canta in riva al lago...

Un giorno, mentre curiosava tra le numerose stanze della Villa delle Farfalle, Anita scova una vecchia foto all'interno della misteriosa scatola rossa che sua nonna Lucrezia le aveva sempre detto di non toccare: in foto sono ritratte la nonna e una bambina giapponese con indosso un kimono, una bambina molto simile a quella che giorni prima Anita aveva intravisto al lago. Anita trova anche il diario di Lucrezia, ma non lo legge subito perché quelle pagine sembrano bruciare troppo per essere sfogliate, brulicanti di segreti che Anita non sa se è pronta a scoprire. Così, dopo alcuni giorni e un fatidico litigio con la madre Margherita, Anita si decide finalmente a iniziare la lettura, capendo che il suo ritorno non è stato casuale e che una storia sepolta la riuniva misteriosamente alla nonna.

Il punto di vista nella narrazione della storia passa quindi a Lucrezia da giovane: siamo nel 1943, durante la seconda guerra mondiale Ossuccio è occupata dai tedeschi e la Villa delle Farfalle è stata scelta come quartier generale da Will, generale tedesco diligente e riservato. In questo periodo, Lucrezia vive in casa con la madre Ernesta, suo fratello Martino, segretamente membro della resistenza, e la sempre presente amica Maria. Lucrezia ha anche un altro fratello, Alfonso, che ha però scelto di rimanere fedele alla repubblica. L'opposizione delle due fazioni causa non pochi screzi all'interno della famiglia e la stessa Lucrezia si ritroverà divisa in due, tra il dovere morale, l'onore partigiano e il suo cuore...

Un giorno, mentre Lucrezia è intenta a sistemare la stanza del generale, scopre che Will tiene nascosta una ragazzina giapponese, Yu Kari, che ha voluto strappare agli orrori della guerra. I suoi genitori sono infatti morti in Giappone e Will, che era amico del padre, ha pensato di portare con se la ragazza, che però non spiccica una parola di italiano. Lucrezia e Yu Kari iniziano quindi a trascorrere molto tempo insieme, tempo che dedicano all'apprendimento dell'italiano, ma soprattutto alla cura del farfallario di Lucrezia, grazie al quale si è conquistata il soprannome di "ragazza delle farfalle" tra i soldati tedeschi. Il rapporto con Yu Kari si farà sempre più forte e non sarà il solo, perché spesso anche Will trascorre del tempo insieme a loro, avvicinandosi molto a Lucrezia.

Intanto, Maria e Martino escogitano un piano per sparire dalla circolazione e unirsi definitivamente ai partigiani nascosti nel bosco poco lontano. Anche a Lucrezia viene affidato un compito: distrarre il generale Will ballando con lui a una festa che si terrà tra qualche sera. In verità non le sarà molto difficile, a causa dei sentimenti che inizia a provare per il generale, sentimenti che proprio durante la festa scoprirà essere ricambiati. Will confessa però di essere già sposato, una relazione frutto di un matrimonio combinato, che infatti non impedirà ai due di iniziare un rapporto amoroso e portarlo avanti nei due anni successivi, uscendo anche allo scoperto. Tra loro vige un tacito accordo: non farsi mai troppe domande e fidarsi ciecamente l'uno dell'altra. Lucrezia riesce così ad ottenere sia protezione, perché è la compagna di un generale tedesco, ma anche il rispetto dei partigiani che credono finga un sentimento per poter fare la spia.

Ma la guerra volge al termine e gli avvenimenti si fanno più cruenti. Durante un'imboscata, infatti, Martino perde la vita, indirettamente proprio per colpa di Yu Kari, che da quel momento in poi perderà l'affetto e la stima di Lucrezia, pur continuando a vivere a Villa delle Farfalle. Will è costretto a scappare, con la promessa che ritornerà a prendere sia Lucrezia che Yu Kari quando le acque si saranno calmate, mentre Alfonso, l'altro fratello di Lucrezia, fa ritorno a casa per trovare rifugio. Qualche mese dopo, Lucrezia scopre di essere incinta e finalmente riceve anche una lettera da Will, dalla quale però capisce che il suo amato generale non farà più ritorno. Decide quindi di rimanere a Ossuccio e dedicarsi anima e corpo alla cura del suo farfallario, tollerando la presenza di quella ragazzina giapponese che secondo lei era stata la causa di tutte le sue disgrazie.

"La vita di una farfalla è breve. Il suo battito d'ali si consuma in pochi giorni. Ma quegli attimi d'amore rimangono impressi come piccoli istanti di felicità nel cuore di chi resta."

Con un nuovo salto temporale, ritorniamo ad Anita e al presente. Dopo aver terminato la lettura del diario, anche Margherita e Maria sembrano più ben disposte a darle finalmente qualche risposta, tuttavia Anita non si sente ancora pronta a rivelare il vero motivo che l'ha portata via dalla Germania. Nei giorni seguenti, ha l'opportunità di trascorrere più tempo con Yoko, la bambina giapponese che aveva visto al lago e che ha scoperto essere sua vicina di casa, e Filippo, il papà della bimba rimasto vedevo a causa di un tragico incidente avvenuto proprio lì al lago. Filippo è deciso ad aiutare Anita nel superare la sua impovvisa e inspiegabile paura delle altezze, così i due si avvicinano molto e inevitabilmente si scambiano un bacio. Margherita li vede ed esprime più volte il suo disappunto riguardo la relazione con Filippo e con quella ragazzina giapponese, astio che però Anita non riesce ancora a spiegarsi e capisce che i segreti non sono finiti...

Nella seconda metà del libro facciamo poi la (seppur breve) conoscenza di Hans, l'ex fidanzato di Anita, scopriremo qualcosa di più sul passato di Yu Kari e di come si sono sviluppate le vicende negli anni successivi, il suo rapporto con Margherita, quello con Alfonso, la nascita di Cho (mamma di Yoko) e il tragico incidente che l'ha portata via. Soprattutto verranno svelati gli ultimi e importantissimi misteri riguardanti la vita di Lucrezia e il vero motivo che ha spinto Anita a scappare via. Riuscirà, alla fine, a superare la paura di volare e a spiccare il volo come una splendida farfalla?

Papilio palinurus

La casa delle farfalle riesce quindi a intrecciare la vita di sei donne lungo l'arco di tre generazioni: Anita, Margherita e Lucrezia da un lato e Yoko, Cho e Yu Kari dall'altro, mentre le farfalle fanno da filo conduttore, con la loro magia e rara bellezza. Ma non voglio svelarvi altro riguardo alla trama, perché credo di aver già detto troppo e non voglio togliervi il gusto della sorpresa. Questo libro mi è piaciuto davvero tanto e ammetto che ho dovuto centellinare i capitoli, per non finirlo subito, cosa che negli ultimi anni mi capita raramente di fare con i libri. Quella tipica sensazione, diffusissima tra chi ama leggere, a metà tra la bramosia di volerne sapere assolutamente di più e il puro terrore che quelle pagine finiscano troppo presto!

La caratterizzazzione dei personaggi è assolutamente perfetta, in poche pagine si riesce già ad entrare in sintonia soprattutto con il personaggio di Anita e quello di Lucrezia, sembra di conoscerle da sempre. Ho trovato poi molto interessante lo scorcio di vita  fornito riguardo la zona di Como durante la seconda guerra mondiale, situazioni e sensazioni che fortunatamente non ho mai provato, ma delle quali ho potuto apprendere qualcosina dai racconti dei nonni. Una similitudine molto toccante è quella presente a fine pag. 125, riguardo il trovarsi divisi tra due fazioni, ragione e sentimento, nello specifico i partigiani e la propria patria da un lato e il proprio cuore dall'altra, legato a quello di un generale tedesco come nel caso di Lucrezia:

"Da qualsiasi prospettiva la si guardasse, la situazione che si era creata dopo l'8 settembre sembrava surreale. Lucrezia pensò che lo stesso sarebbe potuto succedere alle sue farfalle, nel momento in cui un divisorio le avesse costrette a decidere: da una parte l'ossigeno, dall'altra il nettare. Bisognava solo decidere di quale morte morire. O di che cosa sopravvivere."

Lo stile di scrittura è sempre semplice e molto delicato, ma coinvolgente e dal ritmo incalzante, quasi come il battito d'ali di una farfalla (e spero di non risultare banale nel definirlo così!). La rappresentazione delle vicende, nonostante i numerosi salti temporali e spaziali, non risulta mai confusionaria, almeno a un occhio attento e immerso nella lettura e nella storia. Infine, ho trovato davvero molto simpatico il riportare, per ogni capitolo, una breve descrizione di alcune specie di farfalle, sempre accompagnata da una simpatica frase finale riguardo il proprio essere e il vivere nel mondo! Bhe, che dire, cara Silvia Montemurro, davvero complimenti per questo emozionante romanzo. Mi dispiace per te, ma ora andrò a ripescare tutti i tuoi precendenti romanzi, li leggerò e magari li recensirò! :)

Per quanto riguarda voi, cari lettori, se siete interessati alla lettura del libro potete acquistarlo su Amazon nel doppio formato copertina flessibile o eBook.

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