giovedì 22 marzo 2018

Recensione: La ragazza del treno di Paula Hawkins

Titolo: La ragazza del treno (The Girl on the Train)
Autore: Paula Hawkins
Traduttore: Barbara Porteri
Prima pubblicazione: 2015
Editore: Piemme
Genere: Romanzo
Pagine: 306
Valutazione: ★★★


Lo ammetto, non amo particolarmente i thriller e ho letto questo libro l’anno scorso perché ricordavo che era stato un vero e proprio caso editoriale, alla sua uscita, tornato poi nuovamente in voga grazie alla sua trasposizione cinematografica. Così, avendo trovato una bella edizione della Piemme con copertina rigida in uno dei tanti mercatini dell’usato che frequento, ho deciso di leggerlo e di vedere poi anche l’omonimo film.

In effetti, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna è diventato un vero e proprio best seller, con più di 3 milioni di copie vendute, riuscendo a rimanere in testa alla classifica dei libri più venduti del New York Times per ben 13 settimane.

Riassumendo brevemente la storia, ma evitando i tanti odiati spoiler, nel libro è narrata la storia di Rachel in un particolare periodo della sua vita, non troppo allegro. Per motivi lavorativi Rachel è una dei tanti pendolari di Londra e si ritrova spesso a guardare sognante fuori dal finestrino durante i suoi viaggi, affezionandosi anche un po’ a quelle facce e a quelle case che vede e che, ormai, le sono diventate familiari. Fin quando un giorno una scena inquietante stravolgerà completamente la sua vita...  

Non lo definirei propriamente un thriller perché mantiene un moderato livello di suspense e non ci sono colpi di scena particolarmente eclatanti nella trama. Inoltre, fin dall’inizio della mia lettura (conclusa, tra l’altro, in poco più di una giornata) avevo grosso modo capito dove sarebbe andata a parare la storia e così è stato.

Credo che questo libro abbia avuto tanto successo principalmente grazie alla grande campagna pubblicitaria che ne è stata fatta. Inoltre, la storia abbastanza semplice e la scrittura scorrevole ne consentono una lettura veloce, insomma un libro adatto a qualsiasi tipo di lettore. La storia è però un po’ insolita e penso che strizzi l’occhio a una particolare categoria di persone, i pendolari, sempre più numerosi. Anche io sono stata una pendolare per tanti anni, causa studio, e mentirei se dicessi che non mi sono rivista almeno un po’ nella Rachel che scruta fuori dal finestrino ogni giorno o che cerca di identificare facce familiari sul treno, tentando di immaginare la loro vita! Tuttavia, fattore emotivo a parte, questo libro mi è piaciuto per la sua scorrevolezza e per la storia insolita e interessante. Tutto qui. Rimango però scettica sul come abbia fatto a diventare un best seller di fama mondiale. Niente di che, insomma, non è di certo un libro che mi ha cambiato la vita o che rileggerei, ma semplicemente lo consiglierei a chi ha poco tempo per leggere o a chi cerca un libro per tenergli compagnia in un classico pomeriggio piovoso. A tal proposito, ho trovato molto appropriato il tweet di Stephen King riguardo questo libro:


“Un capolavoro di suspense. Mi ha tenuto sveglio tutta la notte. Il narratore alcolizzato è perfetto.”
Troppo generoso forse, un lettore incallito che si lascia affascinare dai tipi letterari, ma il concetto è chiaro: un libro che si legge velocemente, anche troppo.

Infine, vorrei fare un piccolo accenno al film del 2016, diretto da Tate Taylor, con Emily Blunt nelle vesti della protagonista. Il film ha incassato circa 172 milioni di dollari in tutto il mondo e sul sito Rotten Tomatoes ha raggiunto il 44% di recensioni positive. Personalmente, questo film non mi è piaciuto affatto prima di tutto a causa della scelta di spostare l’ambientazione da Londra a New York. Sono stata spesso a Londra e trovo che abbia un fascino tutto suo, soprattutto quando ci si sposta in treno, mentre la solita New York mi è saputa di visto e rivisto. L’ambientazione cupa del film diventa poi confusionaria, a tratti ridicola, e la caratterizzazione di Rachel, davvero pessima, impedisce allo spettatore di provare la benché minima empatia verso di lei. Il personaggio non sembra avere un percorso emotivo lineare, che giustifica poi le sue scelte, ma al contrario Rachel finisce col diventare una semplice ubriacona, sciatta e con forti tendenze allo stalking… Questo film, quindi, non lo consiglio a nessuno!

Per chi desiderasse acquistare questo libro, attualmente è disponibile su Amazon nel doppio formato copertina flessibile o eBook.

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