domenica 10 febbraio 2019

"My Dear Gutenberg" di febbraio 2019: Bompiani

Bentrovati, cari lettori, per il secondo appuntamento di quest'anno con My Dear Gutenberg, la rubrica mensile dedicata all'editoria. Questo mese vi parlerò di una delle mie case editrici preferite in assoluto, sia per la qualità e la varietà delle pubblicazioni, sia per la cura dei dettagli e della veste grafica, nonché per la forte componente emotiva legata alle vaste pubblicazioni di Tolkien: eh sì, sto parlando proprio della Bompiani, che quest'anno festeggia il suo novantesimo compleanno!



Valentino Bompiani, dopo l’esperienza come segretario generale di Arnoldo Mondadori e come direttore di Unitas, fonda la sua casa editrice nel 1929 a Milano, in via Durini 24. Il primo libro pubblicato è una biografia di don Bosco scritta da Ernesto Vercesi, che inaugura la collana Libri Scelti, pensata per dare voce alle ideologie più diverse del periodo (da Roosevelt a Hitler) e attiva dal 1929 al 1945.

Sono gli anni Trenta, siamo nel pieno del fascismo e sono questi anni molto difficili per l’Italia e soprattutto per un editore che si ritrova ad operare in un contesto culturale controllato e molto limitato. In questi anni, Valentino Bompiani vara comunque numerose collane, tra cui Letteraria, la più importante della casa editrice e attiva ancora oggi (tripartita in Narratori Italiani, Narratori Stranieri, Saggi), con più di 530 titoli all’attivo. Tra i primi titoli troviamo Vita e morte di Adria e dei suoi figli di Massimo Bontempelli, Giro lungo per la primavera di Giuseppe Antonio Borghes e nel 1934 La condizione umana di Marlaux, uno dei capisaldi della letteratura tra le due guerre.
L'editore continua in questo periodo a stringere importanti legami intellettuali che contibuiranno a delineare la casa editrice negli anni. Collaborano con lui Cesare Zavattini e Antonio Banfi, ma anche Bruno Munari e Ugo Dèttore, Enzo Paci e infine Umberto Eco che dagli anni Cinquanta dirigerà collane di studi e pubblicherà fedelmente i propri scritti.

Nascono in questi anni collane come Idee Nuove, che si propone di approfondire le recenti problematiche filosofico-culturali aprendosi alle correnti del pensiero europeo e americano, dando voce anche a filosofi italiani. Nascono le collane per ragazzi I libri d'acciaio, attiva dal 1930 al 1935, e le Strenne per i giovani, all'interno della quale nel 1935 sono stati pubblicati I ragazzi della via Pál di Molnár e Mary Poppins della Travers con la traduzione di Letizia Bompiani, sorella dell'editore. Nel 1949 verrà poi pubblicato quello che ha rappresentato e continua ad essere un successo ininterrotto, Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry, da sempre il libro più stampato e venduto della casa editrice.

Ha fatto molto discutere, durante il periodo fascista, la pubblicazione del libro La mia vita (Mein Kampf) di Hitler con un'introduzione dell'autore appositamente dedicata ai lettori italiani, a causa delle pressioni e di un iniziale rifiuto alla pubblicazione da parte di Mondadori. Valentino Bompiani ricorda che fu un professore ebreo, Angelo Treves, a proporgli di tradurre il Mein Kampf con questa motivazione: "Bisogna far conoscere chi è Hitler".

Nel 1937 fece il suo ingresso in Bompiani Alberto Moravia con L'imbroglio. Tra lui e l'editore si creò un importante sodalizio che ha contribuito a delineare l'alto profilo letterario della casa editrice. Nel 1949 verrà pubblicato il suo capolavoro giovanile Gli indifferenti e nel 1952 vincerà il Premio Strega con la pubblicazione de I racconti. Dai suoi romanzi La romana, La ciociara e La noia verranno tratti film di enorme successo.

Umberto Eco entra invece in Bompiani nel 1959 e il suo primo libro Opera aperta viene pubblicato nel 1962. Esordisce in narrativa nel 1980 con la pubblicazione de Il nome della rosa nella collana Letteraria e il romanzo diventerà un caso letterario mondiale unico nella storia della letteratura italiana, vincendo anche il Premio Strega l'anno successivo. Negli anni seguenti Eco pubblicherà sempre per Bompiani altri sei romanzi, tutti di grande successo: Il pendolo di Foucault (1988), L'isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero Zero (2015).

Nell'ambito della letteratura italiana ricordiamo poi Corrado Alvaro, Elio Vittorini, Guido Piovene, Vitaliano Brancati, Raffaele La Capria, Ercole Patti, Ennio Flaiano, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino e Piervittorio Tondelli. Ma la Bompiani è anche e soprattutto narrativa straniera, e in quest'ambito Elio Vittorini e Cesare Pavese sono stati tra i maggiori artefici della scoperta di autori stranieri, soprattutto americani, trovando in Valentino Bompiani un editore attento, aperto e disponibile. Tra il 1938 e il 1940 vengono pubblicati Uomini e topi, Pian della Tortilla e La battaglia di John Stenbeck, mentre negli ultimi anni sono state pubblicate le nuove traduzioni di Furore, La valle dell'Eden e Uomini e topi. Altri autori stranieri che hanno arricchito il catalogo della casa editrice sono: André Gide, Jean-Paul Sartre, Albert Camus, T. S. Eliot, Joseph Conrad, Philip Roth, Patricia Highsmith, Marguerite Yourcenar, Erica Jong, Jay McInerney, Hanif Kureishi, Noah Yuval Harari, Lauren Groff. Più recentemente, tra gli italiani troviamo Antonio Scurati, Alain Elkann e Lidia Ravera.

Dal 2016 la casa editrice è entrata a far parte del gruppo editoriale Giunti.

Oggi la Bompiani guarda sempre al futuro, ma senza perdere di vista il passato, e nel 2018 è stata varata una nuova collana dedicata ai classici, riservando un'attenta cura al catalogo, da sempre solida base del marchio.

"Dietro ogni libro c'è una somma di azioni, di pensieri, di inquietudini, di decisioni, di angustie, di speranze condivise con altri, giorno per giorno, ora per ora. Gli anni così sbriciolati in ore e parole diventano una cosa tutta viva. Ritrovarli a un certo momento raccolti in un oggetto di pochi centimetri, tra le proprie mani, come se ciascun fatto e minuto avesse trovato la propria casellina ordinandosi da sé secondo una dovuta gerarchia, tutto questo, ogni volta, illude e consola." (Valentino Bompiani)

Fonti:
- G. C. Ferretti, G. Iannuzzi, Storia di uomini e libri: l'editoria letteraria italiana attraverso le sue collane, Roma, minimum fax, 2014.

sabato 9 febbraio 2019

Recensione: "Eden. Il paradiso può uccidere" di Luca Leone

Oggi torno a parlarvi di un libro appartenente ai miei generi preferiti, che ho avuto il piacere di leggere recentemente e che mi è stato gentilmente inviato dall'autore: Eden. Il paradiso può uccidere di Luca Leone edito da Infinito Edizioni.



Titolo: Eden. Il paradiso può uccidere
Autore: Luca Leone
Editore: Infinito Edizioni
Prima pubblicazione: Marzo 2016
Genere: Narrativa / Thriller / Fantascienza
Pagine: 272
Valutazione: ★★★★☆
Prezzo: Copertina flessibile 15,90€ / eBook 6,99€
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Sinossi: Una spedizione scientifica sui generis, un incidente, l'ingresso in un mondo incredibile che dietro l'apparenza nasconde un segreto insvelabile. Un segreto di guerra e di dominio che fonde passato remoto e presente in un connubio possibile e fatale. "Pensa a quei conflitti, a quelle dittature o a quei nuovi governi che, pretendendo libertà e autodeterminazione, respingono la protezione dei nostri finanziatori e dei loro alleati. Che cosa ci hanno dimostrato e ci dimostrano, al di là di tutto? Che il binomio uomo-tecnologia non riesce, almeno non ancora, a venire a capo dell'incredibile capacità di resistenza, di adattamento, di trasformazione e di metamorfosi dell'essere umano. L'uomo è più forte di se stesso, insomma. E allora, laddove neppure la tecnologia può giungere, non rimane che risvegliare gli incubi del passato, i mostri ancestrali, gli istinti pre-umani, ciò che l'uomo non conosce e a cui, almeno sulla carta, non può né sa resistere. I finanziatori vogliono questo, e noi siamo quasi riusciti a darglielo".


Iniziando la lettura di questo libro, veniamo immediatamente catapultati nel pieno della storia e facciamo subito la conoscenza del protagonista. Luca Fantasia, giornalista di professione ed eterno scapolo, è seduto non troppo comodamente in aereo (perché lo soffre, ironicamente) di ritorno dal suo ultimo viaggio di lavoro. Lavoro e viaggi in cui si butta a capofitto, anima e corpo, forse per scappare da se stesso e dalla condizione in cui si ritrova, che inizia a stargli stretta. Improvvisamente, tra una pasticca per il mal di stomaco e l'altra, ha un'illuminazione: quello che prova per Sara, collega con cui divide l'ufficio da 10 anni, è amore e con lei vuole passare il resto della sua mediocre vita.
Intenzionato ad incontrarla il prima possibile, al suo rientro in ufficio viene però convocato da Ivano Bentivoglio, l'editore capo. Ad informarlo è Katia, una nuova e avvenente assunta con cui Ivano non nasconde di andare a letto. Lui e Luca hanno un rapporto molto particolare: da una parte contano l'uno sull'altro e si stimato parecchio, dall'altra sembrano odiarsi perchè si punzecchiano di continuo con molta ironia. Ivano, dopo aver mostrato a Luca delle misteriore fotografie di teschi animali, rivela di essere in attesa di alcuni ospiti, desiderosi di parlare con Luca. Si tratta di Bianca Maestro, direttrice del giornale per il quale scrive Luca, e Andrea Molinari, un famoso paleontologo e amico di vecchia data di Ivano. Dopo un'introduzione non troppo serena, Ivano ammette di aver acquistato proprio da Molinari (e illegalmente) alcuni esemplari di questi scheletri misteriosi, che custodisce in una sorta di museo privato nei sotterranei. In sostanza, questi illustri personaggi vogliono proporre a Luca di prendere parte a una spedizione privata e di essere "testimone della storia", mentre loro prenderanno i pezzi migliori da tenere o da rivendere. Dopo alcuni mesi, sarà poi effettuata una seconda spedizione, stavolta ufficiale, e l'articolo di Luca potrà essere subito pubblicato, dando lustro al giornale e facendone lievitare gli introiti.
Quella di Ivano non è una vera e propria richiesta, bensì un ricatto: pretende da Luca un favore in cambio della chance che circa 20 anni prima gli aveva offerto, di realizzarsi professionalmente diventando un giornalista. Inizialmente titubante e impaurito, a Luca non resta altra scelta se non accettare, rimproverandosi per non aver potuto rifiutare. Tuttavia non si perde d'animo: corre nel suo ufficio per incontrare Sara, si dichiara e i due trascorrono insieme (in ferie!) i 10 giorni successivi. Al termine di questa breve, ma romantica vacanza di cui al lettore non è dato sapere nulla, Luca parte per la Malesia, insieme al collega fotografo Paolo, Molinari e sua moglie, diretti nel Sabah, a Kota Kinabalu per la precisione. Qui si incontreranno poi con il resto della squadra e durante la narrazione degli eventi successivi, scopriremo il lato tenero di Luca dietro la sua apparente schiettezza e durezza verso il mondo, ma scopriremo anche che Molinari è un uomo senza scrupoli, che tratta le persone come cose, compresa sua moglie Anna, ormai resa succube. Ma soprattutto, verremo condotti in un viaggio, verso un luogo sconosciuto e misterioso, dove segreti attendono nell'ombra...

Con uno stile molto curato ma scorrevole, gli eventi narrati dall'autore sono sì immaginari, ma inducono a molte e profonde riflessioni su tematiche purtroppo sempre attuali: immigrazioni, clandestini, guerre civili. Attraverso personaggi dall'animo affilato e umorismo sottile ci vengono presentati ricordi e immagini di sofferenza, miseria e morte, di luoghi apparentemente troppo lontani da noi sulla carta. Non trattando propriamente di politica in senso stretto, è però presente il tema della differenza abissale tra i paesi occidentali e quelli del Terzo Mondo, della fame e della guerra, argomenti sempre all'ordine del giorno nei notiziari.
È presente anche una profonda riflessione attuata tramite l'introspezione del personaggio di Luca, sui sentimenti, sul senso di solitudine e sul tema del tempo che passa e della vita che scorre spesso troppo veloce, lasciandoci impotenti, degli eventi che non sempre si svolgono secondo il nostro volere, ma dell'importanza di trovare sempre uno scopo e una scintilla che ci smuova. Una sorta di piccolo paradiso personale, insomma, dove poterci sempre rifugiare, anche idealmente, per sentirci felici e al sicuro.
Forse è quello che manca a tutti: il coraggio d'invecchiare gradualmente. E rimanere comunque belli, sentendosi così.
Consiglio la lettura di questo libro a tutti gli amanti del genere fantascientifico e del mistero. Una lettura fresca, in una forma estremamente curata, su argomenti contemporanei e dalla trama per nulla scontata!


Luca Leone è nato nel 1970 ad Albano Laziale. Giornalista professionista, saggista e blogger, è laureato in Scienze politiche. È direttore editoriale e co-fondatore della casa editrice Infinito Edizioni. Ha scritto e scrive per molte testate giornalistiche e ha firmato 16 libri, tra i quali, per Infinito Edizioni: Srebrenica. I giorni della vergogna (2005); Bosnia Express (2010); Saluti da Sarajevo (2011); Fare editoria (2013); I bastardi di Sarajevo (2014); Srebrenica. La giustizia negata (con Riccardo Noury, 2015). Questo libro, dopo I bastardi di Sarajevo, è il suo secondo romanzo.
Facebook: Luca Leone
Twitter: LeoneBiH

domenica 3 febbraio 2019

Recensione: "Aspettando le stelle" di Carola Helios

Cari lettori, questa settimana vi propongo una delle ultime uscite della Caravaggio Editore: Aspettando le stelle di Carola Helios, autrice già conosciuta e molto apprezzata con il suo precedente libro Specchio d'acqua, edito sempre dalla CE.



Titolo: Aspettando le stelle
Autrice: Carola Helios
Editore: Caravaggio
Prima pubblicazione: Dicembre 2018
Genere: Narrativa
Pagine: 144
Valutazione: ★★★★☆
Prezzo: Copertina flessibile 11€ / eBook 3,99€
Acquistalo su Amazon o sul Caravaggio store!

Sinossi: «Ogni stella è uno spirito che ha lasciato questa terra e che ha adesso il compito di farci un po' di luce mentre arranchiamo pateticamente nel buio. Dobbiamo essere seri con le stelle». Carola Helios racconta una storia di crescita e di memoria che attraversa la storia italiana del secondo Dopoguerra. Nel cammino verso l'età adulta, Beatrice scopre il bisogno di vivere con il rigore e con la coerenza interiore che non riesce a trovare nelle persone che la circondano; a complicare ancora di più le cose sono le sofferenze causate dall'amore, perché la passione provata e ricambiata per il giovane Marco non riesce a fare il salto verso la conquista definitiva della felicità e si rovescerà invece in tragedia. Ma sarà proprio nella solitudine che Beatrice troverà la strada giusta, si riappacificherà con il passato e vedrà riaccendersi la luce di quelle stelle che sembravano averla abbandonata.


La storia narrata è quella di Beatrice, una bambina di 9 anni tutta trecce e caratterino! L'inizio è in medias res, vediamo cioè una Beatrice ormai donna adulta che inizia a raccontare la sua storia partendo dall'infanzia.
L'arco di tempo in cui si svolge la narrazione è molto lungo, dal 1956 al 2017. Quella di Beatrice è una famiglia modesta, che vive a Colleferro. Nell'estate del '56 i genitori propongono a Beatrice di passare qualche settimana nel vicino paese di San Giorgio dove vivono i nonni e gli zii. La piccola, inizialmente restia, si lascia però affascinare dai racconti della mamma e si mostra subito entusiasta di fronte all'opportunità di poter trascorrere del tempo immersa nella natura.
Tra i racconti delle giornate passate nella campagna e i giochi di una bambina, ci vengono presentati anche degli scorci della vita vissuta in Italia nel secondo Dopoguerra, un periodo estremamente difficile, di transizione, vissuto dagli italiani tra la paura delle rappresaglie, la fame e gli stenti. Ho colto una velata, ma profondissima riflessione in questa parte del racconto, ovvero quel pizzico di rabbia che talvolta gli adulti sembrano avere nei confronti dei più giovani, che non hanno vissuto quel periodo e quei problemi.
Proprio sul finire di quella prima estate, il nonno di Beatrice muore e la piccola si avvicina di più alla zia Milena, iniziando a capire molte più cose anche sulla sua famiglia e su determinate dinamiche, non sempre rosee. Poco a poco tante cose inizieranno a cambiare e, anche se inizialmente Beatrice non era sembrata molto convinta, continuerà a tornare in quel paesino durante le estati successive. Durante gli anni dell'adolescenza, avrà anche modo di conoscere un ragazzo, Marco, e pian piano sboccerà l'amore.
Tuttavia, dopo i primi romantici sviluppi, la storia non avrà un lieto fine e negli ultimi capitoli, vedremo una Beatrice ormai grande e finalmente conscia del significato di "aspettare le stelle". Lo spiegherà al figlio e idealmente a tutti noi lettori: significa saper aspettare, non nella paura e nell'immobilità, bensì vivendo la vita a pieno e assaporando ogni attimo, per arrivare a scoprire quella luce nascosta, insita in tutte le cose.

Si tratta di una storia semplice, ma al contempo estremamente vera e intensa. La scrittura dell'autrice è scorrevole e la lettura risulta molto piacevole. Fin dalle prime pagine è impossibile non affezionandosi alla piccola Beatrice, sviluppando empatia con il personaggio durante la sua crescita, sia fisica che emotiva. Nonostante sia presente una storia d'amore e non essendo io un'amante del genere rosa, ammetto che non si è trattato di un racconto troppo sdolcinato, anzi tutt'altro. Consiglio quindi a tutti la lettura di questo libro!
“L'attesa delle stelle è così lunga che quando ci viene concesso di non aspettare più, le labbra socchiuse hanno a malapena la forza di accennare un sorriso.”
 ⭐


Carolina Bignozzi, in arte Carola Helios, è nata nel 1940 a Pontinia nel Lazio, dove vive tutt'ora. Dopo aver conseguito il diploma di Scuola Magistrale come autodidatta nel 1980, inizia a lavorare come insegnante presso la Scuola dell'infanzia "Migliara 54" nel comune di Pontinia. Nel 2017 pubblica il suo primo libro Specchio d'acqua, sempre con la Caravaggio Editore. Adesso si gode una meritata pensione, dedicandosi alla decorazione della ceramica e della porcellana, oltre che alla scrittura.

lunedì 28 gennaio 2019

Recensione: "Time Crawlers" di Varun Sayal

Cari lettori, oggi siamo lieti di presentarvi il frutto della nostra prima collaborazione in inglese! Siamo stati infatti contattati da Varun Sayal, che ci ha inviato una copia di Time Crawlers, la sua raccolta di racconti di genere fantascientifico, in cambio di una recensione onesta. Qui di seguito le nostre considerazioni.

If you are a foreign reader, you can translate this article with the Google Translate widget. You can find it on the right column of this blog (desktop) or at the end of the page (mobile).



Titolo: Time Crawlers
Autore: Varun Sayal
Prima pubblicazione: Luglio 2018
Editore: Autopubblicazione
Genere: Raccolta di racconti / Fantascienza
Lingua: Inglese
Pagine: 122
Valutazione: ★★★★☆
Prezzo: Copertina flessibile 5,48€ / eBook 1,75€
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Sinossi: Alien Invasion, Dark Artificial Intelligence, Time-Travel, High-Tech Mythology, Djinn Folklore, Telekinetics, and life-consuming Cosmic Entities are some major themes in this book which has six tightly-knit, fast-paced Sci-Fi stories.


Questo libro è una raccolta di 6 storie, a carattere fantascientifico, con un pizzico di thriller e di noir. Nella prefazione, l'autore è subito molto chiaro nell'esporre il suo pensiero e ci fornisce un'interessante visione del suo ruolo di scrittore, inteso come scrutatore di nuovi mondi. Come una sorta di Magellano o di Ulisse 2.0 egli scruta appena oltre le colonne d'Ercole e ci riporta in forma scritta visioni di mondi a noi estranei ed universi paralleli in cui tutto è possibile!

I temi trattati sono molto vari e hanno subito acceso il nostro interesse: la mitologia hindu rivista in chiave high-tech (Nakr-astra), i viaggi nel tempo (Time Crawlers), ufo e invasioni aliene (Eclipse), misteriose entità cosmiche divoratrici di menti (The Cave).

I racconti che ci sono piaciuti di più sono stati due in particolare. Death by Crowd è il secondo racconto, in cui ci viene riportata un'intervista condotta via chat con il responsabile di un programma televisivo pay-per-view in un cui delle persone, dietro pagamento di un compenso per le famiglie, si fanno riprendere nell'atto di suicidarsi dandosi fuoco all'interno di una gabbia. Ricordando uno degli episodi della serie Black Mirror, la violenza narrata non è però fine a se stessa, bensì induce a riflettere sul sottile edonismo che può celarsi dietro tutte le nostre azioni e le nostre stesse vite come esseri umani, di cui questo mondo materialistico spesso si fa carnefice e sfruttatore a fronte di un compenso del dio denaro. Genie è invece il terzo racconto, che narra la vicenda di Marco, un giovane ragazzo che si è perso nella giungla e che ritrova un'antica lampada ad olio in un vecchio edificio abbandonato. Strofinando la lampada impolverata, ne viene fuori un genio, ma non uno qualsiasi: è infatti di sesso femminile e sembra molto al passo con i tempi, estremamente ironica e pungente! Al termine della loro conversazione e dell'esaudimento dei classici 3 desideri, si congederà lasciando a Marco il sito Internet dove poter rilasciare un feedback: davvero geniale, è il caso di dirlo!

L'autore ha uno stile molto scorrevole e, a parte qualche termine più tecnico in inglese, è un libro che si legge facilmente. Utilizza temi interessanti e un pizzico di ironia per far riflettere il lettore su temi molto importanti, riguardo la società di oggi, il mondo in cui viviamo, le armi e i conflitti mondiali, ma soprattutto sulla possibilità di non essere soli nell'universo. Consigliamo questo libro a tutti gli appassionati di fantascienza e del mistero e a chiunque abbia voglia di cimentarsi con una lettura in inglese per migliorare la lingua.


Varun Sayal vive in India, dove ha frequentato alcune tra le scuole più prestigiose del paese. Attualmente lavora come ingegnere e nel tempo libero si dedica al teatro e scrive sceneggiature e racconti di genere fantascientifico.

lunedì 21 gennaio 2019

Recensione: "Luce nell'oscurità" di Luca Marcello + intervista all'autore

Uno dei nostri buoni propositi per il 2019 era quello di leggere più libri di genere Fantasy, scoprendo nuovi autori e nuove storie! Ed è per questo che per la recensione di questo lunedì abbiamo scelto "Luce nell'oscurità" il romanzo breve di Luca Marcello edito dalla Caravaggio Editore.

Titolo: Luce nell'oscurità
Autore: Luca Marcello
Prima pubblicazione: febbraio 2018
Editore: Caravaggio
Genere: Fantasy
Pagine: 128
Valutazione:  ★★★☆☆
Prezzo: Copertina flessibile 11€ / eBook 5,95€
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Il protagonista di questa storia è Varnava, ragazzo nato e cresciuto in un piccolo villaggio isolato della Serbia centrale. Il suo villaggio, come tanti altri, è da sempre sotto il dominio di una nobile e misteriosa casata, di origini antichissime e di cui si hanno pochissime notizie.

Il giorno in cui Varnava decide finalmente di allontanarsi per partire dal villaggio, coincide però con l'arrivo di questi "nobili" signori, che faranno una strage di tutti gli abitanti. La vita del ragazzo, unico sopravvissuto, subisce quindi una svolta decisiva e inaspettata. Questo comporterà inevitabilmente l'inizio di un viaggio e di un percorso di crescita e di maturazione, nonché di conoscenza.

Scoprirà così il suo talento e le sue potenti capacità, a lungo celate, imbracciando un'ardua lotta per la sopravvivenza insieme a improbabili compagni di viaggio (Aleksej, Ana, Emilijan e Kilian), diventando alla fine un uomo, pronto per l'ultima decisiva battaglia.

La compagnia si dirige a Belgrado, verso il tempio di San Sava, la più grande chiesa ortodossa del mondo. Durante il viaggio, Varnava avrà modo di apprendere numerose informazioni, di conoscere meglio i suoi compagni di viaggio e di riflettere molto su se stesso, e cioè se è pronto o meno per la "tempesta" che lo aspetta. Tra le pagine di antichissimi libri scoprirà, guidato da Aleksej, che il capostipite di quell'antica famiglia è stato un tale Vlastimir, che salì al potere intorno all'830 d.C. e che gli ultimi rimasti di questa misteriosa famiglia sono 5 componenti. Proseguendo nella lettura, scopriamo che questi personaggi sono in realtà oscure creature: vampiri. Del resto, la zona geografica scelta è perfetta! Saranno le stesse figure misteriose che, il giorno della strage al villaggio, Varnava ha visto sulla collina nella sua visione? E a questo punto, si trattava davvero di una visione o era la realtà?

Durante la lettura, si ha la sensazione che l'atmosfera sia costantemente pervasa sa una sorta di nebbia onirica, esattamente come il paesaggio rappresentato in copertina, tanto da non essere mai certi se l'evento narrato sia la realtà oppure una visione.

Varnava è un personaggio dall'animo fortemente inquieto inserito in un mondo corrotto: il suo desiderio di fuga potrebbe essere interpretato come una metafora della società moderna e della voglia di tanti giovani di allontanarsi, di scappare dai propri problemi per tentare la fortuna altrove.

Molto importante è anche il tema del destino di ognuno di noi, della sua accettazione e del suo compimento, nonché dell'aiuto e della speranza che può essere rinnovata grazie all'amicizia.

Ognuno ha il suo. Misterioso, mai sognato, ricaduto dall'alto sulla testa: destino, fato, ragione e scopo, che designa e a cui non si scappa mai davvero. Il tuo posto nella storia.
Altri temi importanti affrontati sono: l'amore, il viaggio e la fuga dai problemi, l'amicizia, l'accettazione di sé, l'eterna lotta tra il bene e il male e la scelta che ognuno di noi è portato, alla fine, a compiere.
Lei era vera e non di questo mondo, vibrava di tutto il bene e tremava nell'avvertire ogni male; riluceva d'amore, oscurandosi d'ombra.
Personalmente, ho trovato lo stile dell'autore molto coinvolgente e la storia estremamente interessante e avvincente. Tuttavia, ho anche avuto come l'impressione che talvolta la narrazione dei fatti fosse troppo veloce e un po' confusionaria. Avrei infatti desiderato che alcune parti fossero ampliate e che la caratterizzazione dei personaggi fosse più approfondita. Un consiglio per l'autore, magari per future riedizioni, sarebbe quindi quello di espandere la trama di base e trasformare la sua opera in un vero e proprio romanzo fantasy!

Ne consiglio comunque la lettura a tutti gli appassionati, sia del genere fantasy che dei romanzi del mistero.

Sull'autore:
Luca Marcello, classe 1985.
"Luce nell'oscurità" è il suo primo romanzo, pubblicato prima in una raccolta di poesie ("Tracce", edizioni Pagine) e poi con la Caravaggio Editore, dopo 5 anni di lavoro.
Attualmente affianca la sua grande passione, la scrittura, al lavoro per una delle maggiori aziende di logistica, ma spera di raggiungere quante più persone possibili con i suoi scritti.
Perché per lui la scrittura e la lettura sono forme di comunicazione e in quanto tali dovrebbero servire principalmente ad avvicinare le persone attraverso le storie.

E noi non possiamo che essere d'accordo! 💓
Vi lasciamo con un'intervista all'autore sul sito Vox Libri e con il booktrailer del libro, preso da YouTube:


Buona visione e, ovviamente, buona lettura.
Fateci sapere cosa ne pensate di questo libro nei commenti qui sotto!