Tornando a trattare di omosessualità e narrativa LGBT, quello di cui vi parlo oggi non è solo un libro, bensì un sogno, quello di Elia Bonci. Il suo romanzo Diphylleia. Solo l'Amore può distruggere l'omofobia è stato pubblicato dalla Caravaggio Editore dopo una campagna di crowdfunding diventata virale sui social network, soprattutto su Instagram.




Voto:

Titolo: Diphylleia. Solo l'Amore può distruggere l'omofobia
Autore: Elia Bonci
Editore: Caravaggio
Prima pubblicazione: Marzo 2019
Genere: Narrativa LGBT
Pagine: 144
Prezzo: Copertina 10,90€ / eBook 2,99€
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Sinossi: In una gelida notte di febbraio nella città di Duluth, nel Minnesota, Aiyana si risveglia dopo tre mesi di coma, ma non ricorda nulla. Karla, la nonna, e Ben, l’infermiere che si è preso cura di lei, rimarranno al suo fianco per aiutarla a ristabilirsi e a ripercorrere le tappe del suo passato, affinché lei possa recuperare la memoria. Ed è proprio nell’inseguire e rivivere un passato doloroso che riaffiora un grande amore, non accettato. Un amore che risponde al nome di Selene. Ma l’amore non è solo sofferenza, altrimenti l’avrebbero semplicemente chiamato dolore. Questo è il messaggio profondo che l’autore ci vuole trasmettere: anche se sembrano andare nel peggiore dei modi, in futuro le cose andranno meglio. Diphylleia è un libro che ci permette di vivere le varie facce dell’amore, da quello non accettato perché diverso, di Aiyana e Selene, all’amore non corrisposto e senza riserve, di Ben, fino a quello incondizionato di Karla per la nipote e quello sbagliato di un padre che non è riuscito ad affrontare le prove della vita. Ma soprattutto, Diphylleia ci dimostra che c’è sempre la possibilità di scegliere di vivere l’amore con coraggio, anche quando sembra impossibile.



Un fiore bianco che a contatto con l’acqua diventa trasparente. Un fiore che, quando piove, si trasforma. Sotto la pioggia i petali di questo fiore sembrano trasformarsi in cristalli scintillanti. Per via di questa particolarità viene chiamato Skeleton Flower, cioè fiore scheletro, ma il suo nome scientifico è Diphylleia grayi.

Faccio subito una premessa: questa recensione è assolutamente di parte e avrei voluto assegnare al libro di Elia molto più di 5 foglie/stelle! Non lo conosco di persona (ma spero in futuro di poterlo fare), ho semplicemente appreso della sua storia tramite il suo profilo Instagram e, grazie alla Caravaggio Editore, ho potuto leggere il suo libro, tra i migliori e più emozionanti letti nel 2018. Con il tempo mi sono affezionata anche ad Elia come persona e lo seguo ormai costantemente!

Vi accennerò solo brevemente alla trama, perché questo è uno di quei libri che si leggono tutto d'un fiato: una ragazza di nome Aiyana si risveglia in una stanza d'ospedale in seguito ad alcuni eventi traumatici e dopo un coma durato 3 lunghi mesi. A prendersi cura di lei per tutto questo tempo ci sono stati l'infermiere Ben e la nonna Karla. Ad attenderla sul comodino accanto al letto, due rose rosse e una misteriosa lettera d'amore firmata S.

L'intero racconto, che si configura come un romanzo breve, consiste quindi nella disperata ricerca di Aiyana di ritrovare la propria memoria e di conseguenza anche se stessa e l'amore. I temi fondamentali trattati sono la diversità, il vero amore, la famiglia e l'accettazione. Accettazione intesa non da parte degli altri, bensì da parte di se stessi, la più difficile da ottenere. E lungo questo tortuoso sentiero, dolore e inquietudine sembrano essere un percorso obbligato per raggiungere la propria felicità.

Un romanzo delicato, quanto il nome del fiore che porta, ma altrettanto potente. È una storia che arriva diritta al cuore e risulta impossibile non provare empatia per i personaggi. Un libro che consiglio a tutti, soprattutto a genitori e ragazzi, poiché si tratta di uno di quei libri la cui lettura è curativa!

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Trama: Ale ha tutto quello che potrebbe desiderare dalla vita: il lavoro dei suoi sogni e un marito straordinario. Una mattina come tante altre saluta Ruben, suo marito, per recarsi al lavoro, con la convinzione che quella felicità non finirà mai. A volte però il destino riserva sorprese inaspettate: quella stessa notte, mentre sta camminando per ritornare a casa, nel buio un incontro cambierà la sua vita per sempre.



Elia Bonci, classe ‘96, è uno scrittore esordiente che ha pubblicato questo suo primo romanzo breve, Diphylleia, per combattere omofobia e discriminazione. Il ragazzo sta affrontando un delicato percorso di transizione e racconta la sua storia su Instagram, cercando di sensibilizzare le persone su questo argomento: la disforia di genere, e provando a dare supporto alle migliaia di ragazzi che stanno vivendo, proprio come lui, il dramma di non appartenere al proprio corpo. Profilo Instagram : @elia.lien