lunedì 7 gennaio 2019

Recensione: "Il Precipizio" di Diletta Nespeca

Titolo: Il Precipizio
Autore: Diletta Nespeca
Editore: Caravaggio
Prima pubblicazione: marzo 2014
Genere: Romanzo breve / Noir
Pagine: 80
Valutazione:

Buongiorno e buon anno nuovo, cari lettori! Passate delle buone feste?

Oggi ricominciamo la regolare attività del blog con la recensione di un libro gentilmente offerto dalla Caravaggio Editore, "Il Precipizio" di Diletta Nespeca

Trama:
Alcuni giorni prima del Natale, una misteriosa creatura arriva sulla Terra: il suo nome è Angel e lo scopo del suo viaggio è scoprire gli usi e i costumi di quelli che chiama "scimmia", cioè gli esseri umani. Punendo inizialmente coloro che riterrà corrotti, pian piano Angel si troverà a ricoprire il ruolo di vendicatore spietato e irrefrenabile, facendo uso di un potere che non riuscirà più a controllare... Qualcuno riuscità a fermarlo? Ma soprattutto, Angel incarna il bene o il male? 

Recensione:
"Il precipizio" è il salto che il lettore compie nel leggere questo romanzo. Volutamente, infatti, l'autrice omette nomi e descrizioni dei personaggi perché il lettore possa dar sfogo alla propria immaginazione. Una lettura interattiva, per certi versi, in cui viene offerta ampia possibilità d'interpretazione del messaggio o dei messaggi da cogliere tra le righe.
Ogni personaggio incontrato da Angel è emblematico perché rappresentativo di un aspetto dell'animo umano: vanità, avarizia, ma anche generosità, speranza.
La storia narrata, soprattutto con il suo finale a sorpresa, vuole portare il lettore a riflettere sul significato del bene e del male e nello specifico sulla nostra responsabilità nell'agire in un senso o in un altro. Responsabilità intesa come libero arbitrio, di scegliere ogni giorno di assecondare o meno la nostra natura, benevola o malevola che sia.
E se il bene è sempre creatore, il male è distruttivo perché distrugge per edificare se stesso. A riguardo viene citato Sant'Agostino quando nel suo "De Civitate Dei" afferma che il male è semplicemente uno stato di non esistenza.

Questo romanzo non ci ha pienamente soddisfatto, perché l'idea di fondo era molto buona, ma forse se ne poteva fare un lavoro migliore. A parte i numerosi refusi presenti fastidiosamente in fase di lettura, il finale risulta isolato rispetto al resto della narrazione, con un registro linguistico troppo diverso e quasi disturbante. Nel complesso la lettura è semplice e scorrevole, adatta a tutti. Con un pizzico di ironia, è una storia che riesce comunque a far riflettere e forse era semplicemente questo lo scopo dell'autrice.

 
Diletta Nespeca è nata ad Ascoli Piceno, dove risiede attualmente e lavora come scrittrice, recensionista e opinionista. Appassionata di civiltà antiche, ha vinto alcuni premi per le sue opere. Recensisce autori esordienti e collabora con il Blog Taormina. Saltuariamente scrive anche presentazioni di giovani autori e articoli per riviste medico scientifiche.


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