lunedì 14 gennaio 2019

Recensione: "Il Segreto della Sorgente" di Luca Rossi



Oggi terminiamo la lettura della saga di Luca Rossi, I Rami del Tempo, con il terzo ed ultimo volume intitolato Il Segreto della Sorgente. Per chi si fosse perso le puntate precedenti, qui abbiamo recensito il primo volume I Rami del tempo, mentre qui abbiamo recensito il secondo volume intitolato L'erede della Luce.

Titolo: Il segreto della sorgente (I rami del tempo Vol. III)
Autore: Luca Rossi
Prima pubblicazione: 4 dicembre 2017
Editore: Autopubblicazione
Genere: Fantasy / Fantascienza / Erotico
Pagine: 235
Valutazione:  ☆☆☆
Prezzo: Copertina flessibile 12,90€ / eBook 2,99€
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Il capitolo precedente era terminato con un nuovo colpo di scena: la nostra allegra combriccola, composta da Lil, la sacerdotessa Miril, il mago Obolil e l'apprendista Ilis, la regicida Milia e la regina Aleia, erano in fuga dal perfido presidente Molov e dalla Federazione dei Mondi che ha appena distrutto il loro pianeta, Gyndia. Fortunatamente riescono a mettersi in salvo grazie al capitano Bascos e alla mutante Ipsia, che offrono loro riparo a bordo della propria navicella spaziale.

Tutti insieme si dirigono quindi verso le Terre Libere di Vaior, ultimo baluardo di vera libertà, per cercare di scoprire se l'antica Profezia è vera. Secondo quest'ultima, infatti, solo l'Erede della Luce sarà in grado di raggiungere la misteriosa Sorgente sacra e risvegliare la parte più recondita dell'animo di ogni individuo e riportare amore e serenità nell'intera galassia. Opinione comune è che si tratti proprio di Lil e in lei ripongono tutti le proprie speranze di evitare a tutti i costi una guerra intergalattica, di riportare la pace e di tornare, finalmente, a casa nella propria linea temporale e sul proprio pianeta.

Un compito non da poco, insomma! E infatti Lil è inizialmente distrutta dai sensi di colpa, frenata dalla paura e confusa dai suoi nuovi poteri, ma cercherà comunque di farsi forza e di trarre conforto da Valika, sua nuova e ambigua guida spirituale... Iniziamo così un nuovo viaggio, ricco di colpi di scena e misteri, ma finalmente anche di risposte alle domande sorte fin'ora!

Addentrandoci nella recensione vera e propria, arriverò subito al dunque: questo libro non mi è piaciuto e non mi è piaciuta la piega che ha preso l'intera saga, dalla metà del secondo volume in poi. Ma passo ora ad argomentare le mie ragioni.
• Innanzitutto la narrazione risulta spesso confusionaria e non di rado mi è capitato di dover rileggere più volte interi passaggi che comunque non sono sempre stati di esaustiva comprensione. Il filo conduttore della storia non risulta sempre chiaro al lettore e credo che l'autore non sia riuscito nel suo principale intento, ovvero nel miscelare correttamente i diversi generi letterari della sua saga. Quello che ne risulta è una sorta di pasticcio nel passaggio dal fantasy alla fantascienza, con personaggi che si sono ritrovati maldestramente catapultati nel secondo genere da un momento all'altro e con spruzzatine erotiche qua e là non funzionali alla narrazione (se non nel primo libro per la caratterizzazione di re Beanor).
• Le scene erotiche sono state un altro punto dolente e non perché non ne apprezzi la presenza, ma perché, se non abilmente inserite nel resto della storia e in linea con la caratterizzazione dei personaggi e il loro percorso, rischiano di essere solo fini a se stesse e di fare più danni che altro. Un esempio magistrale, in questo, è George R. R. Martin. Qui, invece, non abbiamo nessuna vera motivazione per scene che risultano spesso fin troppo dettagliate ed anche troppo lunghe.
• Nello specifico di questo terzo volume poi, ho trovato immotivata anche la morte di molti, troppi personaggi, ma non voglio fare spoiler. Come nel secondo libro, invece, ribadisco che la crescita e lo sviluppo di alcuni personaggi si sono fermati, ad eccezione di Lil (che tra l'altro viene dotata di un potere spropositato), e che di conseguenza non si comprendono a pieno le motivazioni sottese a certe scelte e azioni.

Mi è dispiaciuto molto il modo in cui si è sciolta la trama di un saga che inizialmente mi aveva intrigato tantissimo e dalla quale si poteva sviluppare una storia fantastica. Come ho scritto più volte anche nelle precedenti recensioni, trovo che l'autore abbia una gran vena creativa con uno stile curato e appassionante, uno scrittore ricco di idee che però non sempre riesce a sviluppare nel modo giusto. Vi ricordo inoltre che Luca è un autore autopubblicato, ma nonostante ciò riserba sempre alle sue opere una cura ineccepibile per i dettagli sia per quanto riguarda l'impaginazione che la veste grafica.

Ovviamente queste sono solo le mie personalissime opinioni e in ogni caso I Rami del Tempo rimane una saga fantasy che va comunque letta da ogni appassionato del genere. Luca Rossi è uno scrittore italiano di fantasy che ha scelto la via dell'autopubblicazione, riscuotendo un incredibile successo sia in Italia che all'estero. Insomma, un esempio più unico che raro!

  

E voi, avete letto questa saga? Lasciateci un commentino qui sotto e fateci sapere cosa ne pensate!

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