lunedì 15 ottobre 2018

Recensione: L'erede della luce di Luca Rossi

Titolo: L'erede della luce (I rami del tempo Vol. II)
Autore: Luca Rossi
Prima pubblicazione: 16 dicembre 2014
Editore: Autopubblicazione
Genere: Fantasy / Fantascienza / Erotico
Pagine: 170
Valutazione: 
Questa estate avevamo fatto la conoscenza dell'autore nostrano Luca Rossi e avevamo iniziato la lettura della sua saga fantasy I rami del tempo, rimanendo piacevolmente colpiti dal primo volume. A tal proposito, vi invito a rileggere il relativo articolo qui sul blog, per maggiori informazioni sull'autore e sulla saga. Oggi proseguiamo con la recensione del secondo volume, L'erede della luce!

Il primo libro terminava con un clamoroso (e personalmente poco apprezzato) cliffhanger ed è proprio da lì che questo nuovo capitolo riparte, ovvero dal salto nel tempo che Lil, la sacerdotessa Miril e Bashinoir avevano compiuto sull'isola di Turios per cercare di modificare il ramo del tempo, salvando il loro popolo e impedendone la distruzione. Lil si risveglia prigioniera in un castello, mentre all'esterno imperversa una rivolta furibonda. Sa bene che di lì a poco sarà costretta ad assistere allo sterminio dei suoi avi e non ha idea di dove possano trovarsi Bashinoir e Miril. Vediamo qui una  Lil più sicura, padrona di una nuova consapevolezza, alla scoperta del suo nuovo potere: per avere salva la pelle, infatti, farà largo uso delle sue capacità telepatiche, per esplorare la mente delle persone e piegarle al suo volere riesumando vecchi traumi, brutti ricordi e cattive sensazioni.

Facciamo poi la conoscenza di un nuovo antagonista, il mago Romur, e apprendiamo qualche notizia in più sul passato del regno di Isk, risalente e ben 2.000 anni prima rispetto alle vicende narrate nel primo libro. Intanto, dopo giorni di torture e macabri giochi, Miril e Lil vengono finalmente riunite. Insieme, grazie ai loro poteri e al ritrovato sentimento che le unisce, riusciranno ad avere apparentemente la meglio... per il momento.

  Di fronte a un grande pericolo o in condizioni estreme, possiamo dimenticare la nostra vera essenza e dare libero sfogo alle nostre peggiori pulsioni, ai nostri istinti più animaleschi?

Con un nuovo salto temporale, ritorniamo al presente: siamo sempre nel regno di Isk e dopo la morte del dispotico re Beanor, la sua ex moglie Aleia ha preso le redini del regno, preparandosi ad inaugurare un nuovo regime di ritrovato benessere. Ma come presto apprenderà dal mago Obolil, cose strane stanno iniziando ad accadere... dopo l'incredulità iniziale, si renderà urgente un viaggio nel tempo anche da parte della regina Aleia, del mago Obolil, della regicida Milia e dell'apprendista Ilis. Cosa troveranno dall'altra parte? E di chi è la colpa di quello sconvolgimento spazio-temporale? Obolil sospetta che si tratti di una vecchia conoscenza: il precedente mago di corte, Aldin...

Veniamo poi immersi in una nuova ambientazione e facciamo la conoscenza di nuovi personaggi, come il presidente Molov, il generale Varmin, l'analista Yin e apprendiamo dell'esistenza della Federazione dei Mondi (abbreviata in FM). Un caso simile di alterazione del tessuto spazio-temporale non avveniva da ben 237 anni. La situazione sembra grave e la FM è costretta a prendere una drastica decisione riguardo RZ-472-AY, ovvero il pianeta Gyndia. Ed è proprio il generale Varmin, verso la fine del libro, a fornire un ottimo riassunto della nuova situazione che si è venuta a creare e a fornire un seppur debole indizio riguardo al titolo del volume:

Al di là della FM, esistono dei mondi teoricamente indipendenti, le cui popolazioni si difendono nascondendosi. Inventano di continuo nuovi dispositivi per rendere inefficaci le scansioni ad ampio raggio della FM. Ma non dispongono di vere armi. Le forme di vita intelligenti sono costrette a confondersi con quelle animali o a vivere nel sottosuolo o nelle viscere delle montagne. Non esiste popolo nell'intera galassia che sia in grado di contrastare il potere della FM ed è così da migliaia di migliaia di anni. Quando però la Federazione viene a conoscenza di possibili pericoli, agisce in modo brutale e immediato. Il presidente, con le sue centinaia di copie, è il leader indiscusso. Manipola ogni cosa. Ma voi... Voi rappresentate una speranza per l'intera galassia. Siete gli eredi di una conoscenza antica, che tutti consideravano perduta per sempre.
In questi capitoli finali, non ho potuto fare a meno di cogliere numerosi riferimenti a Star Wars. Innanzitutto, si parla di un misterioso e terrificante raggio nebulizzatore, il Raggio dei Mondi, in grado di distruggere interi pianeti proprio come il raggio utilizzato dalla Morte Nera in Episodio IV per disintegrare Alderaan. Inoltre, Lil viene indirettamente definita come una "nuova speranza" dal generale Varmin, che è proprio il sottotitolo di Episodio IV (Una nuova speranza, o meglio A New Hope). E proprio il nome del generale Varmin richiama il nome di un più noto generale di Guerre Stellari: il generale Tarkin! Infine, ma è un riferimento molto più generico e ampiamente utilizzato, i nostri eroi saranno protagonisti di un vero e proprio salto nell'iperspazio... ma sicuramente a una velocità inferiore ai 12 Parsec! E a questo punto, il secondo volume della saga si conclude con un nuovo cliffhanger...



Darth Vader urlanti a parte, ho trovato questo secondo libro della saga molto coinvolgente, ma non al pari del primo, che ho apprezzato di più. Non direi che c'è stato un passo indietro da parte dell'autore, ma non me la sentirei nemmeno di affermare che è stato compiuto un passo in avanti. La trama è intrigante e appassiona con le sue tematiche e i numerosi colpi di scena, lo stile dell'autore è sempre ineccepibile, la lettura è scorrevole e sono completamente assenti sia errori che refusi, il che è indice di un grande lavoro di revisione compiuto da Luca, che ricordiamo essere un autore autopubblicato.

La copertina, che mostra ben distinti il regno di Isk e l'isola di Turios, mi è piaciuta molto, mentre non ho ben compreso parte del titolo di questo secondo volume, ma forse l'idea di Luca era proprio quella di affascinare il lettore non svelando tutto. Ribadisco un concetto che avevo affermato anche nella recensione del precedente volume, ovvero la sensazione, leggendo, che la penna dell'autore spesso si trattenga. In alcune scene avrei infatti apprezzato più informazioni e descrizioni che avrebbero potuto aiutarmi a calarmi meglio in determinate ambientazioni o stati d'animo dei personaggi. La loro caratterizzazione, così curata nel primo libro, sembra qui essere più trascurata e l'unico personaggio ad avere una vera crescita ed evoluzione nella storia è Lil. Altri personaggi, come Miril o Milia, sono stati lasciati in secondo piano e non si comprendono a pieno le loro reazioni e le loro scelte.

L'autore è stato invece molto bravo nel miscelare con abilità due generi con ambientazioni nettamente diverse, ovvero fantascienza e fantasy, tanto che sembra di stare leggendo due libri dalle trame diverse fusi in un unico volume. Anche il corretto scioglimento della trama riguardo i salti nel tempo è stato gestito molto bene e non sono stati commessi errori, evitando odiosi buchi nella storia. Bene, ma non benissimo però, perché la narrazione può risultare a tratti confusionaria con i numerosi salti sia nel tempo che nello spazio. Gli eventi si susseguono rapidamente uno dopo l'altro e in alcuni punti ammetto che è stato difficile mantenere l'attenzione e ho dovuto più volte tornare indietro con la lettura per recuperare alcune informazioni.

L'elemento erotico è molto meno presente rispetto al precedente volume ed è un aspetto che personalmente ho apprezzato. Nonostante ciò, non è comunque un libro adatto a bambini e ragazzi e credo che di questo vadano propriamente avvertiti i potenziali lettori. Infine, devo ammettere di essere rimasta indispettita dalla sinossi del libro, troppo lunga e dettagliata, che mi ha fornito non pochi spoiler indesiderati! Sono rimasta comunque molto incuriosita e spero di riuscire a leggere presto il terzo volume della saga.

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