lunedì 24 settembre 2018

Recensione: Incantesimi nelle vie della memoria di Giuseppe Gallato

Titolo: Incantesimi nelle vie della memoria
Autore: Giuseppe Gallato 
Prima pubblicazione: luglio 2018
Editore: Caravaggio
Genere: Narrativa
Pagine: 152
Valutazione:

La notte impone a noi la sua fatica
magica. Disfare l'universo,
le ramificazioni senza fine
di effetti e di cause che si perdono 
in quell'abisso senza fondo, il tempo.

[Jorge Louis Borges - Il sogno

Questo lunedì continua la collaborazione con la Caravaggio Editore, iniziata la scorsa settimana! Oggi vi parlerò di un'antologia di racconti che mi è piaciuta davvero tanto, visto il genere e il filo conduttore della raccolta. Prima di iniziare a parlarvene, però, come di consueto vorrei introdurvi l'autore, sempre protagonista del processo narrativo, e in questo caso ancora di più!

Giuseppe Gallato è nato a Ragusa nel 1982. Laureato in Filosofia, ha lavorato come docente, redattore e giornalista. Proprio gli studi a carattere filosofico e la già appurata abilità con carta e penna, porranno le basi per quella che è la sua grande passione: la scrittura di racconti di genere fantasy, horror e sci-fi. Bravura e passione lo hanno infatti ricompensato negli anni con alcuni riconoscimenti: il Premio alla Cultura, sezione fantasy, della XXVI edizione del Premio Sicilia "Federico II" nel 2017, il Premio della Critica al concorso artistico letterario "Duecento Nicosia Diocesi" con Frammenti d'anima e il premio del primo concorso letterario nazionale "Fantasticamente" con il racconto Echi oltre confine. Nel tempo libero suona il pianoforte ed è appassionato di musica e giochi di ruolo, infatti ne sta anche progettando uno!

In questa splendida raccolta, Giuseppe ha riunito per la prima volta alcuni dei suoi racconti più belli. Si tratta, infatti, di 10 racconti a carattere fantasy e fantascientifico, visioni oniriche che hanno come tema principale quello del tempo del sogno. Attraverso la sua penna, l'autore riesce ad evocare mondi fantastici e visioni oniriche di una mente finalmente libera che attinge ai significati più disparati e alle memorie più recondite del proprio sé più vero per evocare scenari, personaggi ed entità magiche ed eteree. Una sola è la vera, grande domanda che affligge e tormenta i personaggi e il lettore: qual è la relazione tra sogno e realtà? Due mondi apparentemente diversi, che tuttavia non fanno altro che rincorrersi eternamente, arrivando talvolta perfino a sovrapporsi, in situazioni in cui l'essere umano diviene un mero attore di se stesso, plasmandosi e ricreandosi in un incessante fluire di percezioni.

Filo conduttore di tutti i racconti è quindi questo universo così sognante, che diviene come un incantesimo onnipresente nel particolare mondo fantastico evocato dall'autore. Le ambientazioni sono il risultato di un'armoniosa commistione tra una sorta di medioevo fatto di boschi, villaggi, radure, e una più tecnologica modernità, con macchinari, dottori in camice bianco e moderne apparecchiature.

Questo tipo di scenario mi ha ricordato molto la serie di videogiochi Final Fantasy, che ho adorato in passato e adoro tutt'ora (in particolare vecchie glorie come Final Fantasy VII, VIII e IX)! Possiamo averne un primo assaggio già nel primo racconto, Echi oltre confine, che inizia appunto come un racconto fantasy e che ricorda molto anche Il signore degli anelli di Tolkien poiché facciamo la conoscenza di una simpatica e mista compagnia di viaggiatori / guerrieri di diverse razze, che devono portare in salvo una principessa. Il finale, a sorpresa, ci immerge all'improvviso in una situazione più fantascientifica, dove apprendiamo della possibilità di viaggiare nel cosiddetto "Mondo Onirico", in vero e proprio stile Matrix, se lo pensiamo come un programma da avviare, o Inception, se lo pensiamo più come un sogno indotto. L'inizio del racconto, ripetuto poi nel finale, sembra quasi un avvertimento per il lettore che si accinge a leggere l'intera raccolta, quasi ad offrirgli una criptica chiave di lettura: 

Questo viaggio è memoria...
Questo viaggio è realtà...
Questo viaggio è illusione...

Nel secondo racconto, Il portatore di anime, i toni si fanno subito più cruenti toccando le sfumature dell'horror. Si parla di cannibali, della furia omicida del protagonista e di incubi che spesso sono addirittura meglio della realtà; uno sterminio in atto dall'inizio alla fine, ma di nuovo con un finale a sorpresa, dolce rispetto all'andamento del resto del racconto. Sembrerebbe di aver a che fare con la classica figura di un anti-eroe, ma Giuseppe è in grado di farti dubitare sempre di quello che stai leggendo, lasciandoti sempre e comunque sorpreso con i suoi cliffhangers da vero mestro!

Fin troppa gente si lasciava vivere, recitando un ruolo senza riconoscere il proprio vero destino. Ma lui sapeva quale fosse il suo e aveva scelto di accettarlo. Tuttavia non riusciva a definire con certezza l'attimo in cui la ragione aveva lasciato spazio a un'ineluttabile, immane e travolgente forza: la follia.  

Il cliffhanger (letteralmente attaccarsi o rimanere appesi a una scogliera) è un espediente narrativo utilizzato sia nella letteratura che nel cinema, ma anche in tantissimi altri contesti. È una tecnica che consiste nel creare una certa suspense e spesso nel ribaltare una situazione.

Perno dell'intera raccolta è il terzo racconto, Incantesimi nelle vie della memoria, da cui prende il nome l'intero volume. È anche il racconto che ha la lunghezza maggiore e che verrà anche ripreso più avanti con un altro racconto, Il settimo custode, quasi come un prosieguo della storia. In entrambi i racconti seguiamo le vicende di Terzo, il Viaggiatore onirico che attraverso il sogno viaggia alla ricerca della coscienza perduta della sua amata, riuscendo a padroneggiare anche l'Incantesimo, una forza potente come l'amore. Nel secondo racconto poi, dagli aspetti più quotidiani rispetto all'altro, si affronta il tema del sogno lucido, la dimensione onirica dell'Incantesimo.

L'Incantesimo è essenza, reale e illusoria.


Il racconto finisce nello stesso modo in cui ha avuto inizio, così come anche altri racconti della raccolta. Spesso l'incipit si ripete nell'explicit e ogni racconto sembra quasi un cerchio, come un uroboro, che procedendo nella lettura ci fa avvertire un forte senso di ciclicità, la sensazione di aver varcato un confine e di essere davvero entrati in una dimensione magica!
 
Dai toni più standard e dalle ambientazioni che richiamano maggiormente la quotidianità, è anche il racconto La messaggera dello specchio. Qui ci viene presentata la storia di una ragazza che si trova a rivivere più volte la stessa giornata, ma ogni volta con una consapevolezza maggiore, acquisendo pian piano i suoi veri poteri. 

Un altro racconto un po' più cruento è Rintocchi di tenebra, che mi ha ricordato molto la trama di Saw l'enigmista! Vediamo infatti un gruppo di cinque persone che sono state rapite e rinchiuse in una strana abitazione. Non appena si svegliano e si ritrovano tutti insieme, un'inquietante voce fuori campo li avverte del tragico destino a cui stanno per andare incontro, la morte, poiché ognuno di loro sembra avere delle gravi colpe nella propria vita. Solo uno potrà salvarsi, se tutti gli altri moriranno. Personalmente questo racconto mi ha trasmesso delle sensazioni più angoscianti, soprattutto nel finale a sorpresa, ma è una delle storie che mi è piaciuta di più, anche perché tocca i temi della psicologia e della follia. In questo racconto, così come anche ne I sigilli dell'etere, emerge la figura dello scrittore, accentuandone i toni, molto cliché, di uomo solitario.

Più dinamico è invece I codici Etherion, dove sembra quasi di essere in un film di spionaggio o in un videogioco in stile Metal Gear, che tra l'altro viene anche citato! Nel successivo racconto, invece, Lo spettro dell'oblio, ci ritroviamo nella mente di un uomo in coma, sospeso tra la vita e la morte. Vagabondo tra le sue memorie, cerca di risvegliarsi, con la voce della moglie come unica guida, che ogni mattina siede accanto a lui speranzosa. È un racconto che ha sicuramente delle sfaccettature più filosofiche e qui in particolare possiamo notare quanto gli studi filosofici abbiano influito nello stile dell'autore.

Si tratta però di uno stile che si mantiene sempre molto scorrevole, nonostante la presenza spesso di termini più elaborati, caratterizzato da un estremo dinamismo nelle scene più movimentate, ma anche da un'incredibile bellezza descrittiva nelle scene più "statiche". Sembra quasi di leggere il copione di un film o di essere lì in quei momenti, nelle scene che stiamo leggendo, nella mente dei personaggi!

Infine, con Le ombre del passato, si chiude questa splendida raccolta. Viene qui solo accennato un tema più forte, quello dell'abuso di una ragazza, attraverso la figura di un "esper" ovvero una sorta di professionista incaricato di liberare le abitazioni dagli spiriti.


Per chiunque conosca uno scrittore, non sottovalutate mai l'importanza del vostro incoraggiamento.
[Matthew Reilly]

Termina così questa recensione, con una citazione di uno degli scrittori che più ha influenzato lo stile di Giuseppe (come da lui dichiarato nell'epilogo). Ne faccio tesoro e ne approfitto per ribadire quanto mi sia piaciuta questa raccolta di racconti, dalle ambientazioni, allo stile di scrittura dell'autore, passando per le fonti d'ispirazione e finendo con le tematiche trattate. Unica pecca: avrei voluto che alcuni racconti durassero molto di più! È stato fatto davvero un bellissimo lavoro, coronato infine da una veste grafica d'eccellenza che lo rende un vero gioiellino! Lo consiglio vivamente a tutti gli appasionati del genere fantasy o fantascientifico, ma anche a tutti coloro che abbiano semplicemente il piacere di lasciarsi emozionare dai racconti di un abile scrittore.

Il libro è disponibile per l'acquisto sia sul sito dell'editore che su Amazon, in entrambi i casi nel doppio formato copertina flessibile o eBook. 


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