lunedì 17 settembre 2018

Recensione: I roghi delle streghe di Alessandra Micheli

Titolo: I roghi delle streghe: storia di un olocausto
Autore: Alessandra Micheli
Prima pubblicazione: 2008 
Editore: Caravaggio
Genere: Saggistica
Pagine: 66 
Valutazione: 
Con questo lunedì e con questo primo titolo, prende il via una nuova collaborazione: sto parlando della Caravaggio Editore, una casa editrice indipendente fondata a Vasto nel 2007 grazie a un'idea di Michela Pollutri. La sua linea editoriale si caratterizza per un carattere forte e un catalogo di tutto rispetto, molto variegato per una piccola casa editrice. All'interno di questo catalogo mi è stato permesso di scegliere due volumi di mio gusto, da poter leggere e recensire. Ci terrei quindi a ringraziarli e ad esprimere la mia ammirazione poiché è sempre bello conoscere e poter collaborare con chi mette passione nel lavoro che fa! :)

Il primo titolo che ho scelto è I roghi delle streghe: storia di un olocausto, un saggio a carattere storico ed esoterico. Il libriccino è suddiviso in quattro capitoli tematici, preceduti da un'introduzione dell'autrice, e corredati da un appassionato epilogo e da un'utilissima bibliografia.

Noi streghe donne diverse
Ricche di sensibilità, avide di libertà
Ai margini della storia
E della meschina morale comune
Perbenista ipocrita
Dagli spazi magici della storia
Ti lanciamo il nostro messaggio 
E ti diamo la possibilità di unirti a noi...

[F. Fiori, C. Lanfranchi - Il club delle streghe]

Mai come in questo periodo storico, possiamo dire di vivere in un'epoca di forte rivendicazione dei diritti delle donne, di femminismo e di revisionismo generale. Tuttavia, chiunque abbia studiato un minimo di storia, sa bene che non è sempre stato così. Tra i più efferati eccidi della storia dell'Occidente bisogna infatti annoverare proprio i roghi delle streghe; uno sterminio negato e spesso volutamente dimenticato, nonché anticipatore di future e più tragiche stragi, come quella degli Ebrei a cui verranno rivolte accuse simili a quelle rivolte alle streghe: riunioni atte a tramare complotti o ad ordire malefici ai danni dell'umanità, l'aver stretto patti con il diavolo, la perversione sessuale e il rovesciamento dell'ordine esistente.
Oggigiorno, nonostante le dure lotte per l'emancipazione, la donna è ancora considerata il sesso debole e tantissime donne nel mondo subiscono violenze e mutilazioni, sia fisiche che psicologiche. Questo libro vuole ricordare e rendere noto un mondo femminile dimenticato e ridare dignità a quelle migliaia di vittime innocenti.

Nell'antico passato erano presenti ovunque società di tipo matrialcale e in tutti i paesi del Mediterraneo si adoravano divinità femminili: c'erano santuari dedicati alla Dea Madre e si svolgevano riti legati alla Terra e alla Natura, inoltre le energie opposte erano bilanciate in un'armonia perfetta. Tutto ciò, purtroppo, venne prima alterato e poi gradualmente spazzato via dall'avvento delle religioni monoteiste e il potere maschile demonizzò e stermino la sua controparte e le sue stesse radici culturali. Il primo capitolo del libro è tutto dedicato al concetto di strega, alle radici greco-romane di questa figura e al rapporto con il cristianesimo.

Ma chi o cosa è la strega?
Il termine "strega" ha ormai una connotazione fortemente negativa, oscura, che richiama alla mente un essere magico, mitologico, che incarna superstizioni e antiche paure. Come esempi "negativi", si possono citare Circe, Medea, le Menadi ed Ecate. L'altra faccia della medaglia però, incarna l'immagine più benevola della strega, associata a quel culto della Grande Madre tanto caro alle civiltà nordiche, che la vede come una levatrice, una curatrice e in generale come una detentrice di conoscenza.

Il rapporto con il cristianesimo
A partire dal III secolo d.C. venne imposta in tutta Europa la religione del cristianesimo, che fece di tutto per acquisire nuovi seguaci e soppiantare i culti più antichi. Punto focale della sua propaganda era una grande avversione e opposizione alla magia, volta a procurare benefici da godere nella vita terrena, mentre il cristianesimo promuoveva una felicità ultraterrena a fronte di sofferenze terrene, grazie a un disegno divino.
Il termine "magia" deriva dal greco mαγεία, termine con cui nell'antica Grecia venivano identificati i magi, ovvero i sacerdoti provenienti dalla Persia, detentori di un antico sapere cosmico consistente in un corpus di dottrine e pratiche rituali volte a conferire all'adepto una conoscenza superiore. Il mago non era una figura in grado di manipolare la natura, il maghetto o lo stregone che siamo abituati a vedere oggigiorno nei film, bensì diventava tutt'uno con la natura, dialogando e interagendo con essa. La magia non si è mai divisa nettamente in magia bianca e magia nera, ma semplicemente i suoi fini sono diversi a seconda dalle intenzioni dell'officiante. Mentre nella religione sussiste un rapporto subalterno, di sudditanza, con la magia c'è parità, microcosmo e macrocosmo sono uniti. Per tutti questi motivi, la magia ha sempre avuto un largo seguito e si può quindi ben intendere come mai suscitò tanto astio da parte di una religione come il cristianesimo.

Nel secondo capitolo viene poi affrontato il tema delle persecuzioni. Occorre dividere questa parte della storia in due grandi periodi:
- IV e V secolo d.C. caratterizzati da un atteggiamento più moderato da parte del cristianesimo poiché mirava ancora ad avvicinare il maggior numero di fedeli;
- il Medioevo, quando il nemico non era costituito solo dalle streghe, ma anche da tutti i loro seguaci.
Verso il 1200, con San Tommaso d'Aquino, si iniziò a pensare alla strega anche come serva del Demonio e nel 1484 papa Innocenzo VIII promulgò la bolla Sumis desiderantes affectibus (ovvero "Desiderano con supremo ardore") che sancì in modo definitivo la caccia alle streghe e diede pieno potere all'operato degli inquisitori. Poco più tardi, nel 1487, venne pubblicato il Malleus Maleficarum, testo fondamentale che stabiliva il legame indissolubile che intercorreva tra stregoneria e sesso femminile, responsabile della cristallizzazione delle paure più recondite della società di quel tempo. Il titolo significa letteralmente "Il martello delle malefiche" ovvero "delle streghe" ed è un trattato in latino scritto dai frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Kramer per reprimere l'eresia, il paganesimo e la stregoneria in Germania. Il testo poi si diffuse ampiamente in tutta Europa.
Come se già non fosse abbastanza, nel Rinascimento, con la riscoperta del sapere ermetico e della magia, esplose in tutta la sua forza e atrocia la caccia alle streghe. Con il generale mutamento dei costumi, anche la strega cambiò vesti, sempre più logore, diventando anche una deviante e una perversa sessuale, nonché megera e meretrice. In totale, le vittime della caccia alle streghe furono 9 milioni e mezzo. Si creò tuttavia un vero e proprio effetto boomerang:

A furia di vedere il diavolo ovunque, di attribuirgli un potere immenso, la Chiesa fu infine pervasa dal satanismo.

Nel terzo capito si accenna alle tesi che hanno poi ribaltato questa visione così negativa della strega. La tesi principale che viene esposta è quella tratta dal libro Le streghe nell'Europa Occidentale, di Margaret A. Murray, che ha cercato di dimostrare quanto il culto delle streghe fosse sopravvivenza di una religione pre-cristiana basata su riti legati alla fertilità e al culto di Diana.
La donna era vista come agente di cambiamento all'interno della società e quindi potenzialmente pericolosa. La Chiesa si impegnò così tanto a distruggere queste figure perché le considerava come una manifestazione superstite del Paganesimo. Nella sua lotta fu appoggiata anche dal settore professionale dei medici, che nutriva avversione nei confronti delle streghe per una questione di rivalità, in quanto spesso ricoprivano la figura di guaritrici del villaggio. La classe medica, dal XII secolo in poi, era diventata estremamente sottomessa alla dottrina religiosa e relegata a bassi livelli scientifici e pratici. Si trattò, fondamentalmente, di un conflitto tra due società e due culture contrapposte.

Infine, nel quarto e ultimo capitolo, viene affrontato l'importantissimo tema della demonizzazione del femminino e della strega come sacerdotessa della Grande Madre. Le streghe erano ormai in una posizione di inferiorità di fronte al processo di civilizzazione verso la modernità e questo le renderà il capro espiatorio di ogni male. La loro figura demonizzata, il loro sacrificio per la salvezza del mondo, verrà fissato in opere d'arte e letteratura. Era ordine contro disordine, innovazione contro staticità.
La strega aveva quindi un aspetto duale: come le due facce di una stessa medaglia, da un lato c'era la strega come guaritrice, erborista, levatrice, mentre dall'altro c'era la strega come figura nascosta e misteriosa, spesso malevola. Il suo essere celava una cultura femminile antica e benefica, nonché un grande legame con la realtà rurale, contro cui iniziava a scagliarsi la Chiesa. Il regno delle streghe e dei contadini era quello del popolo dei Faerie, esseri magici che svolgevano lo stesso compito di angeli e santi, cioè mettere in contatto l'umano con il divino, in un dialogo che nelle religioni pagane era continuo, mentre nella nuova religione cattolica c'era una netta divisione e intermediazione da parte del clero. Nel regno della natura gli opposti erano uniti in perfetta armonia cosmica, tramite riti e miti svolti e professati dagli umani per ritrovare di volta in volta l'originaria unità perduta, scissa in mente e corpo dalle religioni istituzionalizzate. Nella natura e nei suoi cicli non esistevano il male e il peccato così come erano intesi dalla Chiesa. Le streghe erano colpevoli, come Eva nella Genesi, e i roghi furono uno strumento di controllo e repressione di potere e sapere, la distruzione dell'ultimo baluardo del matriarcato.
 

La storia delle streghe è la storia di donne che nacquero fate e che morirono amanti del diavolo.

[Vanna De Angelis - Le streghe]

La lettura di questo volumetto è stata interessante perché la tematica mi appassiona e incuriosisce, ma purtroppo l'ho trovato debole in alcuni punti. Innanzitutto credo che sia troppo breve e poco esaustivo, nonché confusionario in alcune sue parti. La tematica è troppo complessa per essere affrontata in questo modo, o comunque se l'intento era quello di un breve e semplice saggio introduttivo, avrebbe dovuto essere elaborata in tutt'altra maniera. Il punto di vista della scrittice è sempre molto marcato, che può essere condiviso o meno, ma alcuni punti non mi sono piaciuti. Nello specifico, gli uomini sono dipinti come il male assoluto, perché hanno rifiutato prima e sterminato poi l'incontrollabile potere femminile! Va bene un certo tipo di femminismo e una lotta responsabile per la parità di genere, ma questa visione mi sembra estremista. Inoltre, anche la classe dei medici mi è sembrata un po' enfatizzata in negativo, quasi come una mafia sotto il controllo della Chiesa!

Consiglio comunque la lettura di questo libro a chi si avvicina per la prima volta all'argomento o a chi vuole avere un punto di vista positivo sulla figura della strega. Il testo è di facile lettura e comprensione, molto scorrevole e di tipo introduttivo. Ci vengono forniti molti spunti per poter approfondire l'argomento in generale o alcune tematiche più specifiche e in questo potrà esservi molto utile la bibliografia presente alla fine.

In copertina, Lady Hamilton as Medea, del pittore inglese George Romney (1734 - 1802).

Il libro è disponibile sullo store dell'editore nella seconda edizione del 2017, nel doppio formato copertina flessibile ed eBook. Potete acquistarlo anche su Amazon, sempre in doppio formato, ma nella prima edizione del 2008.


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