domenica 2 settembre 2018

Recensione: In tasca la paura di volare di Lorenzo Foltran



Titolo: In tasca la paura di volare
Autore: Lorenzo Foltran
Prima pubblicazione: 2018
Editore: Oèdipus
Genere: Poesia
Pagine: 96
Valutazione: 

Questa settimana vorrei parlarvi di qualcosa di diverso, nessun romanzo fantasy, bensì una raccolta di poesie. Strano a dirsi ma piacevolmente vero, ai giorni nostri esistono ancora giovani ragazzi appassionati di letteratura che si dilettano nella difficile arte della poesia. Recensire una raccolta di poesie rappresenta, per me, un'impresa del tutto nuova! Con modestia, posso ammettere di non essere forse la persona migliore per farlo, ma ricordo che durante i miei studi universitari mi appassionai molto alla poesia spagnola moderna e contemporanea, per cui sono stata subito molto entusiasta quando Lorenzo mi ha proposto di leggere e recensire la sua raccolta. In questo, siamo entrambi due esordienti!

Lorenzo si definisce tale perché questa è la sua prima raccolta di poesie, tuttavia ha alle spalle una preparazione e una formazione di tutto rispetto. Nel 2011 consegue la laurea magistrale in Italianistica presso l'Università di Roma Tre con una tesi dal titolo La Musa e il Poeta: la relazione io-tu nella lirica amorosa tra origini e contemporaneità. Si diploma poi in management dei beni e delle attività culturali dopo aver conseguito il master di secondo livello tra l'Università Ca Foscari di Venezia e l'École Supérieure de Commerce de Paris. Successivamente lavora per importanti istituzioni culturali come la Casa delle Letterature e l'Institut français a Roma e la Fête de la Gastronomie e il Pavillon de l'Eau a Parigi, dove attualmente risiede.

In tasca la paura di volare è una raccolta composta da 67 poesie, suddivisa in tre sezioni. L'introduzione è a cura di Dario Pisano, studioso di letteratura e ricercatore, spesso impegnato anche in attività di carattere divulgativo.  L'impaginazione è curata da Roberta Maria Ruffo e in copertina è presente un disegno di Adriano Foltran, fratello dell'autore.

Lorenzo è quindi un "poeta neo-cortese", come definito da Dario Pisano nell'introduzione. La sua raccolta di poesie sfata il mito secondo il quale più un artista si allontana dalla tradizione e più si incammina sulla via dell'arte. Lorenzo, infatti, attinge sì dall'antica tradizione poetica italiana, ma richiamando, con un fresco umorismo, la tradizione stilnovistica e petrarchesca, attraverso scenari ed elementi più moderni. Con questa sua raccolta dal gusto neocortese, attraverso un massiccio recupero della tradizione poetica antica, mira a reimmettere nella poesia moderna e contemporanea quei tratti distintivi e quelle tematiche tipiche delle origini della lirica d'arte europea. 

La prima delle tre sezioni di cui si compone la raccolta è intitolata Donne sparse ed è composta principalmente da liriche amorose, dove la donna è la massima sorgente ispirativa del poeta neocortese. Il senhal, elemento classico della poesia d'amore fin dai provenzali, perde qui il suo ruolo di richiamo all'unicità della donna e cambia, richiamando il teatro, le favole. Vediamo quindi una donna-attrice che muta in base al personaggio che interpreta e assistiamo alla moltiplicazione dell'oggetto del desiderio del poeta. Fin dal titolo di questa prima sezione, notiamo un forte richiamo al Canzoniere di Petrarca ("Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono..."), soprattutto nella poesia intitolata Margherita, dove è presente la rima "gentile-Aprile" (p.19), ma anche riferimenti a Dante dove la rima con "martiri" richiama il canto dell'Inferno dove viene narrata la storia di Francesca (Inferno, canto V, vv. 116-120). Lorenzo fa un abile uso del settenario, ma anche di una difficile sestina, utilizzando le figure di molteplici donne come proiezioni di un disegno interiore. Utilizza molto l'intertestualità, contando sul fatto che il lettore riconosca le citazioni e i richiami alla tradizione grazie al suo bagaglio culturale. Questa prima sezione si conclude con la presa di coscienza della distanza incolmabile tra l'io lirico e tu, tra chi guarda e chi viene guardato. Il binomio io-tu, poeta-musa, viene ora visto come storia da musealizzare.

La seconda sezione si intitola I lampioni e nessun altro. Qui il poeta, come conseguenza al fallimento del rapporto io-tu, è costretto a uscire dal museo, dal teatro, dalla biblioteca in cui si era rifugiato e a confrontarsi con le vicende terrene, a tornare a casa ammettendo che quelle precedentemente vissute non erano altro che illusioni. Vediamo quindi il confronto con la mondanità, come ad esempio nella poesia intitolata Sabato sera, vicende anche ripetitive e apparentemente più facili.

La terza e ultima sezione, In tasca la paura di volare, è più dinamica rispetto alle prime due perchè affronta temi come il viaggio, la migrazione. Il poeta è proiettato nel futuro, ma con la gravità costante che lo fa rioscillare verso il passato. Estremamente evocativa, questa sezione richiama alla mente volti, colori, stazioni attraverso le immagini di treni, bagagli e luoghi vicini e lontani. La raccolta si chiude con le tappe di un pellegrinaggio e delle riflessioni che lo accompagnano. In una di queste ultime poesie, Lorenzo fa un parallelismo ironico presentandoci una castellana senza castello, una lavoratrice che spera in un aumento di salario, una donna che spera in una promozione così come il poeta cortese auspicava in una remunerazione amorosa (p. 85).

Si conclude così questo viaggio attraverso la poesia neo cortese di Lorenzo Foltran, che con maestria e un velo di ironia ha saputo richiamare una tradizione ormai apparentemente lontana per reinserirla nel presente, con elementi e linguaggi nuovi, ma in un clima di totale armonia letteraria. Ho apprezzato particolarmente la poesia a pag. 30 dove viene descritta una donna nell'atto di mettere la crema sul viso: un gesto ripetitivo che effettivamente noi donne ripetiamo quotidianamente, chissà con quali grandi aspettative, descritto in una poesia che mi ha fatto riflettere e sorridere poiché mi ci sono immedesimata. È stata una lettura molto piacevole: una ventata di novità e una personale riscoperta che sento di consigliare a tutti gli amanti della lettura e agli appassionati di poesia!

Attualmente potete acquistare questa raccolta di poesie su IBS, ma prossimamente sarà disponibile anche su Amazon

1 commento:

  1. Grazie per la recensione! Per i curiosi, eccola la poesia a pagina 30:

    Quando allo specchio ti specchi e sul viso
    stendi la crema pensi:
    «Velo di miracolosa cosmesi!
    Già la ruga sparisce
    e liscia torna la pelle sciupata».
    Non è come tu credi.
    «La crema con molecole di sillabe
    e con oli di rima
    è il rimedio che ti rende più bella,
    più bella anche di prima».
    Attraente per occhi non attenti,
    passeggi per la strada,
    come diva ti atteggi, ai flash sorridi
    e collezioni amanti.

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