domenica 10 marzo 2019

Recensione: "Specchio d'acqua" di Carola Helios

Il mese scorso avevo letto e recensito una delle ultime uscite della Caravaggio Editore: Aspettando le stelle, il secondo romanzo di Carola Helios. Grazie all'autrice che me l'ha gentilmente inviato, in questi giorni ho potuto recuperare la lettura del suo primo romanzo, Specchio d'acqua, di cui vi parlerò oggi.



Titolo: Specchio d'acqua
Autrice: Carola Helios
Editore: Caravaggio
Prima pubblicazione: Febbraio 2017
Genere: Narrativa
Pagine: 133
Valutazione: ★★★☆☆
Prezzo: Copertina flessibile 10,90€ / eBook 4,49€
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Sinossi: Gli occhi di una donna nel tempo. Un paese che cambia. Una famiglia che si perde e si ritrova. Agro Pontino, Lazio: la storia dei Bengasi, una famiglia che attraversa il ‘900 italiano nei ricordi di una donna; memorie che sono come l’acqua, ricordi in cui si specchiano tante generazioni, diverse nello spirito e spesso divise con asprezza da interessi opposti e differenti visioni del mondo. Il fiume della memoria, il mare dei pensieri, oceani di lontananze e di nuove, inaspettate vicinanze. Acqua che ribolle e che rischia di tracimare e distruggere i frutti della fatica quotidiana. Alla fine di tutto, però, c’è il tempo, l’unica cosa che resiste e che con il suo scorrere placa e ripulisce anche le paure più grandi.


Siamo nel Lazio, più precisamente nell'Agro Pontino, nel 1927. La storia è quella della famiglia Bengasi, trasferitasi nel centro Italia dal ferrarese durante le opere di bonifica del territorio volute da Mussolini all'interno delle strategie di politica agraria del fascismo italiano. La famiglia Bengasi è composta dal capofamiglia Mario, da sua moglie Angela e dai loro cinque figli: Faris, Eracle, Ulderina, Marina e Felicita. La loro storia, attraverso uno dei periodi principali del '900 italiano, sarà raccontata al lettore tramite i ricordi di Disola, nipote di nonno Mario. I suoi ricordi saranno come l'acqua, perché al loro interno si specchieranno le vite di tante persone e di più generazioni.
Nel corso degli anni, la famiglia si allargherà con i vari matrimoni dei figli, ma a causa della guerra gli uomini vengono mandati al fronte e così nonno Mario rimane da solo a curare il terreno perché tutti i componenti della famiglia ne possano trarre beneficio in futuro. Mario è il capofamiglia e rappresenta per tutti un punto di riferimento importantissimo, ma è ormai anziano e per questo, quando improvvisamente verrà a mancare, per tutti crollerà un mondo, soprattutto per Disola che con il nonno ha sempre avuto un rapporto speciale. E crescendo, Disola sarà spettatrice di tutto: della guerra, di un paese che cambia, di dinamiche familiari non sempre felici. La narrazione arriverà agli anni '90 circa, con una Disola ormai grande e donna che ricorda la storia della propria famiglia durante gli anni difficili.
Niente più feste ora. Nonno Mario vive sperando che la guerra finisca presto, sogna solo di ricomporre la sua famiglia e di portare avanti quel terreno che è divenuto troppo vasto per una sola forza lavorativa.
Con uno stile semplice e delicato, l'autrice riesce ad inquadrare bene un periodo particolarmente difficile per l'Italia e ad affrontare tematiche spinose attraverso lo sguardo puro e innocente di una bambina: la guerra, la miseria, l'analfabetismo, ma anche la speranza, la compassione e la solidarietà reciproca. La lettura di questo libro è consigliata a chiunque sia alla ricerca di una lettura leggera, ma emozionale!
Personalmente, ho trovato piacevole la lettura di questo primo libro dell'autrice, ma devo confessare di aver maggiormente apprezzato il secondo, dove Carola Helios riprende le stesse tematiche ma con più dimestichezza e uno stile più fluido.


Carolina Bignozzi, in arte Carola Helios, è nata nel 1940 a Pontinia nel Lazio, dove vive tutt'ora. Dopo aver conseguito il diploma di Scuola Magistrale come autodidatta nel 1980, inizia a lavorare come insegnante presso la Scuola dell'infanzia "Migliara 54" nel comune di Pontinia. Nel 2017 pubblica il suo primo libro Specchio d'acqua con la Caravaggio Editore e nel 2018 con la stessa casa editrice pubblica il libro Aspettando le stelle. Adesso si gode una meritata pensione, dedicandosi alla decorazione della ceramica e della porcellana, oltre che alla scrittura.

lunedì 4 marzo 2019

Recensione: "La Musa degli Incubi" di Laini Taylor

Come vi avevo anticipato lo scorso lunedì con la recensione de Il Sognatore di Laini Taylor, questa settimana tocca al suo seguito La Musa degli Incubi edito sempre da Fazi Editore all'interno della collana lainYA.



Titolo: La Musa degli Incubi (Muse of Nightmares)
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Prima pubblicazione: Febbraio 2019
Genere: Fantasy / Young Adult
Pagine: 523
Valutazione: ★★★★★
Prezzo: Copertina flessibile 15€ / eBook 7,99€
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Sinossi: La peggiore paura degli abitanti di Pianto si è concretizzata: nella minacciosa fortezza di mesarzio i figli degli dèi sono ancora vivi. Sarai è diventata un fantasma, mentre il Sognatore ha appena scoperto di essere lui stesso un dio dalla pelle blu, l'unico capace di fronteggiare l'oscura Minya, animata dall'implacabile desiderio di vendetta nei confronti degli umani che massacrarono la sua gente. Lazlo si troverà di fronte alla più impensabile delle scelte: salvare la donna che ama oppure tutti gli altri. Ma inquietanti misteri dimenticati chiedono di essere risolti: da dove sono arrivati, veramente, i Mesarthim, e cosa ne è stato di tutti i bambini nati nella fortezza durante il dominio di Skathis? Quando i portali dimenticati si apriranno di nuovo, mondi lontani diventeranno pericolosamente vicini e un inatteso, potente nemico arriverà deciso a spazzare via le fragili speranze di tutti, dèi e umani. Sarai, la Musa degli Incubi, conoscitrice di ogni genere di paura fin da quando aveva sei anni, sarà costretta ad affrontare orrori che neanche immaginava e ad andare oltre i suoi stessi limiti: l'esperienza le ha insegnato che l'odio e il terrore sono sentimenti facili da provocare. Ma come si fa a rovesciare l'odio, a disinnescare la vendetta? È possibile salvare i mostri, piuttosto che annientarli? In questo seguito de "Il Sognatore" va in scena lo scontro tra distruzione e salvezza.


Questa è un'altra recensione difficile. Difficile perché dare "solo" 5 stelle a questo libro, così come quelle che ho dato a Il Sognatore, mi sembra davvero riduttivo e, inoltre, il libro è uscito in libreria da meno di un mese, quindi non posso davvero farmi scappare nulla di troppo!

Il capitolo precedente della storia si era concluso con un finale da urlo: Lazlo ha scoperto di essere anche lui un dio dalla pelle blu, Sarai è caduta dalla fortezza trasformandosi in un fantasma e gli abitanti di Pianto hanno alla fine scoperto che la fortezza è ancora abitata dalla cosiddetta "feccia degli dei". Minya sembra più che mai decisa ad impiegare anima, corpo e fantasmi nella realizzazione della propria vendetta e Lazlo verrà posto davanti ad una drammatica scelta: salvare la donna che ama o tutti gli altri? E a che prezzo?

Se pensavate che non fosse possibile amare di più la storia e i personaggi de Il Sognatore, bhe questo libro è qui per dimostrarvi che vi sbagliavate di grosso!

Finalmente molti nodi vengono al pettine e tutti i misteri saranno svelati, tra cui anche l'antico nome di Pianto, cancellato per magia dalla memoria e dalla storia circa duecento anni prima degli avvenimenti narrati. L'evoluzione di tutti i personaggi viene portata a compimento, senza tralasciare alcun dettaglio e ricordando alcuni particolari, semmai il lettore li avesse dimenticati. Anche in questo, Laini Taylor si è dimostrata magistrale, non solo per la sua narrazione coinvolgente e ricca di dettagli, ma anche per l'attenzione al suo pubblico. Un'autrice fantasiosa e attenta, che ha portato una ventata di novità al genere, una vera e propria boccata d'aria fresca!

L'evoluzione del personaggio che mi è piaciuta di più è sicuramente quella dell'alchimista Theon Nero, che finalmente riesce ad uscire dai suoi rigidi schemi. Alla fine riesce a rendersi conto che l'impostazione che gli è stata data, e che aveva continuato ad auto-imporsi nel corso degli anni, non lo rendeva veramente felice e che ciò gli ha fatto perdere davvero troppe occasioni nella vita. Ma avrà modo di recuperare il tempo perso!

Anche la tanto detestata Minya avrà dei risvolti molto interessanti per quanto riguarda il suo passato e il suo carattere così irruente. Legate a lei da un filo invisibile, come quello che tiene i suoi fantasmi, ci sono due nuovi personaggi, Kora e Nova: la loro storia sembra essere apparentemente secondaria, ma si rivelerà invece di fondamentale importanza!

E infine c'è la parte di storia dedicata a Sarai, quella più consistente e infatti il titolo del libro è dedicato proprio a lei. La ragazza dovrà affrontare la sua nuova condizione di fantasma, ma anche una nuova quotidianità con il ragazzo che ama, un eventuale incontro con suo padre nonché "il massacratore degli dei" e una nuova minaccia incombente... Capire gli altri, sé stessa e il suo nuovo potere la spingerà oltre i propri limiti per dimostrare di voler essere una musa sì, ma dei sogni, non degli incubi!

Le tematiche affrontate in questo libro sono di estrema importanza: l'amore, la morte, la guerra, le credenze e i falsi miti, l'importanza di avere sempre coraggio nonostante le avversità della vita come quello dimostrato da Suheyla e l'affetto di una famiglia come quello che ha unito Kora e Nova nel tempo e nello spazio. Il finale di questo libro, così ricco di speranza, mi ha lasciata davvero commossa e vorrei dirvi tanto altro, ma non posso. Quindi, vi lascio con la citazione che mi ha colpito di più e con una mia piccola ma personalissima gioia: recuperare tutti gli altri libri dell'autrice e leggerli avidamente!
“I desideri non si avverano. Sono soltanto il bersaglio che dipingi intorno a quello che vuoi. Il centro devi sempre colpirlo da sola.”


Laini Taylor è nata nel 1971 a Chico, in California. Con la trilogia La chimera di Praga ha conquistato migliaia di lettori e convinto la critica più esigente, affermandosi come la più raffinata scrittrice fantasy adult americana. La Musa degli Incubi è il seguito de Il Sognatore (Fazi Editore, 2018), primo capitolo della dilogia. Laini Taylor vive a Portland, in Oregon, con il marito, l’illustratore Jim Di Bartolo, e la figlia Clementine.

lunedì 25 febbraio 2019

Recensione: "Il Sognatore" di Laini Taylor

Ho aspettato molto prima di scrivere questa recensione, perché questo libro mi è piaciuto parecchio e credo che il massimo delle stelle non sia comunque abbastanza. In questi giorni, durante la lettura del suo seguito La Musa degli Incubi, mi sono finalmente decisa a rendergli giustizia con una recensione che vuole in realtà essere un omaggio a un vero e proprio capolavoro del genere!



Titolo: Il Sognatore (Strange the Dreamer)
Autore: Laini Taylor
Editore: Fazi Editore
Prima pubblicazione: Luglio 2018
Genere: Fantasy / Young Adult
Pagine: 524
Valutazione: ★★★★★
Prezzo: Copertina flessibile 14,50€ / eBook 6,99€
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Sinossi: È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un'esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell'oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un'ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l'opportunità di vivere un'avventura dalle premesse straordinarie.


Ammetto che questo è stato il primissimo libro che ho letto di Laini Taylor ed è stata una scoperta più che piacevole! Dopo l'enorme successo già riscosso all'estero, il libro è stato a lungo atteso anche sul mercato italiano e subito dopo l'uscita ho iniziato a vederlo praticamente ovunque. Decisa a fidarmi delle recensioni positive e ottimistiche degli altri book blogger che seguo, ho acquistato e letto questo libro verso la fine del 2018 e mai decisione è stata più saggia perché in questo modo l'attesa del seguito è stata notevolmente ridotta!

Quello che mi ha subito colpito è stato lo stile della Taylor, così vivo, colorato e mai banale, assolutamente innovativo rispetto al piattume che siamo ormai abituati a vedere in giro, almeno in questo genere. Le descrizioni sono ricchissime di dettagli, sia per quanto riguarda le ambientazioni orientaleggianti e magiche, sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, così diversi tra loro eppure tutti così veri, con la propria personalità, i propri sogni e le proprie paure. La storia di fondo poi è estremamente originale, ricca di sottotrame e vicende parallele, ma nulla viene lasciato al caso e alla fine tutti i fili andranno a ricongiungersi, in un finale da far girare la testa!

Brevemente, e senza anticipare niente a chi non ha ancora letto il libro, vorrei spendere due parole sulla trama. Lazlo è un timido e impacciato bibliotecario della città di Zosma. Il suo cognome è Strange perché è un orfano ed è stato cresciuto dai monaci che lo hanno soprannominato "il sognatore" a causa della sua passione per le storie e le fiabe, nonché per la sua testa perennemente tra le nuvole! Sua nemesi è l'alchimista Theon Nero, il figlioccio d'oro, il prediletto dalla regina. Ma tra i sogni di Lazlo la fama e gli onori non sono contemplati, il suo sogno è uno solo: visitare la leggendaria e misteriosa città di Pianto, il cui vero nome è stato cancellato per magia circa duecento anni prima e dove ancora rieccheggia la fama dei guerrieri Tizerkane. Incredibilmente, quando il cosiddetto Massacratore degli Dèi giungerà a Zosma proprio da Pianto, a Lazlo verrà presentata l'occasione della vita. Chi sono i Mesarthim? E i serafini? C'è un modo per lavorare il misterioso metallo blu chiamato "mesarzio"? Ma soprattutto, chi è davvero Lazlo Strange?

Ecco alcune tra le fan art più famose reperibili in rete:




Attraverso una storia fantastica e giovanissimi protagonisti, Laini Taylor ci parla di coraggio, amore e sacrificio, ma anche di odio, di paura e di sempre inutili guerre. E lo fa con un linguaggio chiaro, semplice, ma estremamente appassionato e appassionante. I suoi personaggi sono così vivi che quasi schizzano fuori dalle pagine! È un libro che mi ha emozionato tantissimo, mi ha fatto sorridere, mi ha fatto piangere e poi ancora ridere di gusto, mi ha fatto odiare alcuni personaggi e poi mi ci ha fatto riflettere su. Ho davvero amato questo libro alla follia così come non succedeva da tempo (dai tempi di Harry Potter, azzarderei) e ne consiglio la lettura a tutti gli appassionati del genere fantasy, soprattutto ragazzi e ragazze.

In attesa della recensione de La Musa degli Incubi prevista per lunedì prossimo, vi lascio con alcune citazioni tratte da Il sognatore:
«Leggeva mentre camminava. Leggeva mentre mangiava. Gli altri bibliotecari sospettavano che leggesse anche nel sonno, oppure che non dormisse affatto. Nelle occasioni in cui alzava davvero gli occhi dalla pagine, sembrava che si svegliasse da un sogno.»
«Non era né un alchimista, né un eroe. Era soltanto un bibliotecario, e un sognatore. Era un lettore e il misconosciuto esperto di una città perduta che non interessava più a nessuno.»
«Tu sei un narratore. Sogna qualcosa di selvaggio e improbabile», lo implorò. «Qualcosa di bello e pieno di mostri». «Bello e pieno di mostri?». «Tutte le storie migliori li hanno»
«È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario.»
«C'era un uomo che amava la luna ma, ogni volta che tentava di abbracciarla, lei si frantumava in mille pezzi e lo lasciava fradicio, e con le braccia vuote. Sathaz aveva alla fine imparato che se entrava nello stagno e rimaneva immobile, la luna sarebbe andata da lui e lo avrebbe lasciato avvicinare. Soltanto avvicinare, senza mai toccarla. Lui non poteva toccarla senza mandarla in frantumi e così – come Lazlo aveva detto a Sarai – aveva fatto pace con l’impossibile. Prendeva quello che poteva avere.»
«La biblioteca conosce la sua stessa mente... Quando rapisce un bambino, glielo lasciamo tenere.»
«Ho trasformato i miei incubi in lucciole e li ho chiusi in un barattolo.»
«Non era la frustrazione che si prova al risveglio da un sogno dolce. Era la desolazione di aver trovato il luogo giusto, l’unico e il vero, e di aver sperimentato il primo inebriante sospiro di adeguatezza prima di venire strappati via e rigettati in una casuale, solitaria dispersione.»
«Si rese conto che per tutto quel tempo aveva visto il Massacratore degli Dèi come un eroe, non come un uomo, ma che gli eroi, qualsiasi altra cosa siano, sono anche uomini – e donne – e preda dei problemi umani come chiunque altro.»


Laini Taylor è nata nel 1971 a Chico, in California. Con la trilogia La chimera di Praga ha conquistato migliaia di lettori e convinto la critica più esigente, affermandosi come la più raffinata scrittrice fantasy adult americana. La Musa degli Incubi è il seguito de Il Sognatore (Fazi Editore, 2018), primo capitolo della dilogia. Laini Taylor vive a Portland, in Oregon, con il marito, l’illustratore Jim Di Bartolo, e la figlia Clementine.

domenica 17 febbraio 2019

Recensione: "QR Code" di G. P. Rossi

Il libro oggetto della recensione di questa settimana è un libricino appartenente al genere della narrativa, un romanzo breve a carattere fantascientifico che ci presenta un futuro distopico non troppo difficile da immaginare. QR Code di G. P. Rossi è un libro che si legge tutto d'un fiato, ma che tuttavia non mi ha soddisfatta a pieno. Vediamolo insieme più nel dettaglio!



Titolo: QR Code
Autore: G. P. Rossi
Editore: Autopubblicazione
Prima pubblicazione: Agosto 2018
Genere: Narrativa / Fantascienza
Pagine: 129
Valutazione: ★★★☆☆
Prezzo: Copertina flessibile 6,90€ / eBook 2,99€
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Sinossi: Uno strano QR Code, letto dallo smartphone, porta il protagonista ad andare verso delle coordinate che scoprirà essere legate a un luogo misterioso e bizzarro. Qui incontrerà dei personaggi assurdi, tutti vestiti come le tipiche maschere italiane, quali Colombina, Brighella e Balanzone, che lo condurranno fino alla maschera principale, Arlecchino. Il nostro protagonista, bisognoso di lavoro, subirà in modo succube gli atteggiamenti delle maschere e, soprattutto, di Arlecchino che gli offrirà un lavoro allettante ma strano: prelevare dei Bitcoin persi in un computer gettato nella ex discarica di Malagrotta. Infatti, nel futuro, la discarica, completamente bonificata, è diventata un parco, luogo di eventi e di festival, tra cui il Virtual Tomorrowland, una versione futura del famoso festival di musica elettronica belga, seguito attraverso caschi virtuali dai ragazzi di tutto il mondo. Dove nulla sembra quello che è, il nostro protagonista accetterà l’incarico e si troverà in situazioni assurde che lo porteranno a cambiare il suo asservito atteggiamento.


Ci troviamo a Roma, in un futuro distopico non troppo difficile da immaginare: le persone sono diventate dei veri e propri zombie digitali, completamente dipendenti dai dispositivi elettronici, distaccate da una realtà che non piace più. Ma qualcuno riesce ancora a resistere e ad andare in giro "solo" con uno smartphone, come il nostro protagonista, intento ad aspettare un autobus sotto la pensilina, una sorta di nostalgico tecnologico con il sogno di andare a vivere a Yellowstone negli Stati Uniti. Nella visione dell'autore, infatti, in questo futuro gli smartphone sono ormai poco utilizzati perché sono stati quasi completamente soppiantati da altri tipi di tecnologia, come occhiali e lenti a contatto sempre connessi.
Nell'attesa, l'attenzione del ragazzo cade su un adesivo con un QR code, attaccato alla pensilina. Lo scansiona con il suo smartphone e sullo schermo appaiono delle coordinate geografiche. Dopo alcune ricerche, la sua curiosità aumenterà fino a raggiungere il posto indicato, che si presenta apparentemente come un vecchio negozio abbandonato. Qui viene accolto da una frenetica ragazza, vestita eccentricamente, che scopriamo chiamarsi... Colombina! Credendo di essere lì per un'offerta di lavoro, il ragazzo viene fatto accomodare in un'altra stanza per compilare dei moduli e qui farà la conoscenza di altri due strani personaggi, Brighella e Balanzone! Viene poi condotto in un altro corridoio, dopo essere stato selezionato per un colloquio nientedimeno che con Pulcinella! Nell'attesa del colloquio, ha l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con Balazone, e troviamo qui una profonda riflessione sui tempi in cui viviamo, sulle paure instillate per sottometterci e sui giovani d'oggi, disposti quasi a tutto per un lavoro a tempo indeterminato, anche a candidarsi a occhi chiusi per mansioni e ruoli sconosciuti.
“Comunque, il risultato della politica del terrore fa in modo che molte paure diventino più accettabili, verso angosce, poi, che non sono neanche reali. Perché, se ci pensa, noi non stiamo in guerra o non abbiamo veramente fame. Queste moderne sono solo paure implicite, atte a farci sentire sempre spaventati. Anche perché una persona impaurita è un individuo che non si accorge di ciò che gli stanno realmente facendo. Una persona impaurita seguirà i consigli di uno stato o di una persona che le dirà come risolvere i propri problemi, magari negandole altri diritti all'insegna di quella finta paura instillata, giorno dopo giorno, verso una finta maschera che vediamo intorno a noi.”
Scopriamo poi che il misterioso lavoro consiste nel recupero di Bitcoin, una criptovaluta realmente esistente, da un vecchio computer situato in una ex discarica di Roma, successivamente adibita a luogo per eventi e concerti come il Virtual Tomorrowland (una versione futuristica del famoso festival di musica elettronica che si svolge in Belgio). Non vi svelerò ulteriori dettagli per non rovinarvi la trama, ma proseguendo nella storia il protagonista avrà modo di conoscere anche altre maschere: Giacometta, Arlecchino (il capo della banda), Rugantino e un misterioso re delle maschere che si presenta come una sorta di proto-maschera.

Immagine promozionale sul sito web ufficiale dell'evento belga.

Il futuro distopico creato dall'autore è estremamente reale e per renderlo tale vengono enfatizzati degli aspetti già presenti al giorno d'oggi. Viene ad esempio immaginato il proliferare di nomi stranieri anche tra gli italiani, soprattutto per moda, e vengono estremizzati i problemi riguardo le gravidanze e la difficoltà delle donne nel portarle avanti, poiché l'età della maternità si farà sempre più avanzata. La società rappresentata è stata completamente plasmata, soggiogata e al suo interno il protagonista rappresenta idealmente ogni lettore della contemporaneità, inserito in una realtà che a breve potrebbe portare proprio a quanto descritto. Tra i temi interessanti trattati, ci sono i nuovi eventi, rave e concerti in realtà virtuale, anticipati già da qualche anno da quelle serate "silent disco" dove si usano le cuffie per ascoltare la musica in discoteca.
“Il fatto ridicolo era sempre lo stesso, la gente, compreso me, di continuo si lamentava del fatto di non avere soldi, di non avere un lavoro, di non potersi permettere una famiglia, una casa o dei figli, ma poi in realtà, per l'apparire i soldi si trovavano sempre.”
Non ho potuto fare a meno di notare molte similitudini con "Il mondo dei replicanti", film del 2009 diretto da Jonathan Mostow con Bruce Willis, basato sulla miniserie a fumetti The Surrogates scritta da Robert Venditti e disegnata da Brett Weldele. Anche qui, in un futuro distopico estremizzato, gli esseri umani saranno completamente soppiantati dall'ultima invenzione tecnologica, gli androidi, che prenderanno adirittura il loro posto nella società.

Locandina del film uscito nelle sale italiane nel gennaio 2010.

In definitiva, l'ho trovata una lettura vivace e molto contemporanea, scorrevole e dallo stile accattivante. L'autore, come una sorta di prestigiatore, non manca di giocare qualche trucco al lettore, al punto che spesso sembra che ci legga nel pensiero attraverso il testo. Inoltre, il nome del protagonista non ci viene mai svelato, ma il lettore quasi non se ne accorge, proprio come una sorta di trucco di magia! Tuttavia devo ammettere che ho trovato il finale troppo sbrigativo, forse proprio perchè l'autore è riuscito ad appassionarmi così tanto nella lettura, e non ho gradito l'assenza di ulteriori informazioni sulla maschera di Pulcinella nell'appencice finale... A parte questi dettagli minori, ne consiglio la lettura a tutti, soprattutto a un pubblico giovane!


Giampiero Rossi è nato a Roma, dove si è laureato in Chimica all’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Attualmente scrive utilizzando lo pseudonimo di G.P. Rossi e lavora nelle Telecomunicazioni, dove si occupa di Blockchain, Embedded SIM e Digital Identity. È inoltre un giornalista pubblicista e scrive su CorCom, testata giornalista nazionale che si occupa di Information Technology media e sat economy. Appassionato di scrittura ha pubblicato anche Sherlock Holmes. La Vestaglia della Contessa di Castiglione per la Castelvecchi Editore e Sherlock Holmes e la Sindrome di Abraham de Moivre, Sherlock Holmes e il mistero di Eilean Mòr per la Delos Digital nonché diversi racconti per la Giulio Perrone Editore. Ha anche pubblicato tre saggi per la Delos Digital su argomenti quali Digital Identity, Realtà Virtuale e Blockchain.

domenica 10 febbraio 2019

"My Dear Gutenberg" di febbraio 2019: Bompiani

Bentrovati, cari lettori, per il secondo appuntamento di quest'anno con My Dear Gutenberg, la rubrica mensile dedicata all'editoria. Questo mese vi parlerò di una delle mie case editrici preferite in assoluto, sia per la qualità e la varietà delle pubblicazioni, sia per la cura dei dettagli e della veste grafica, nonché per la forte componente emotiva legata alle vaste pubblicazioni di Tolkien: eh sì, sto parlando proprio della Bompiani, che quest'anno festeggia il suo novantesimo compleanno!



Valentino Bompiani, dopo l’esperienza come segretario generale di Arnoldo Mondadori e come direttore di Unitas, fonda la sua casa editrice nel 1929 a Milano, in via Durini 24. Il primo libro pubblicato è una biografia di don Bosco scritta da Ernesto Vercesi, che inaugura la collana Libri Scelti, pensata per dare voce alle ideologie più diverse del periodo (da Roosevelt a Hitler) e attiva dal 1929 al 1945.

Sono gli anni Trenta, siamo nel pieno del fascismo e sono questi anni molto difficili per l’Italia e soprattutto per un editore che si ritrova ad operare in un contesto culturale controllato e molto limitato. In questi anni, Valentino Bompiani vara comunque numerose collane, tra cui Letteraria, la più importante della casa editrice e attiva ancora oggi (tripartita in Narratori Italiani, Narratori Stranieri, Saggi), con più di 530 titoli all’attivo. Tra i primi titoli troviamo Vita e morte di Adria e dei suoi figli di Massimo Bontempelli, Giro lungo per la primavera di Giuseppe Antonio Borghes e nel 1934 La condizione umana di Marlaux, uno dei capisaldi della letteratura tra le due guerre.
L'editore continua in questo periodo a stringere importanti legami intellettuali che contibuiranno a delineare la casa editrice negli anni. Collaborano con lui Cesare Zavattini e Antonio Banfi, ma anche Bruno Munari e Ugo Dèttore, Enzo Paci e infine Umberto Eco che dagli anni Cinquanta dirigerà collane di studi e pubblicherà fedelmente i propri scritti.

Nascono in questi anni collane come Idee Nuove, che si propone di approfondire le recenti problematiche filosofico-culturali aprendosi alle correnti del pensiero europeo e americano, dando voce anche a filosofi italiani. Nascono le collane per ragazzi I libri d'acciaio, attiva dal 1930 al 1935, e le Strenne per i giovani, all'interno della quale nel 1935 sono stati pubblicati I ragazzi della via Pál di Molnár e Mary Poppins della Travers con la traduzione di Letizia Bompiani, sorella dell'editore. Nel 1949 verrà poi pubblicato quello che ha rappresentato e continua ad essere un successo ininterrotto, Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry, da sempre il libro più stampato e venduto della casa editrice.

Ha fatto molto discutere, durante il periodo fascista, la pubblicazione del libro La mia vita (Mein Kampf) di Hitler con un'introduzione dell'autore appositamente dedicata ai lettori italiani, a causa delle pressioni e di un iniziale rifiuto alla pubblicazione da parte di Mondadori. Valentino Bompiani ricorda che fu un professore ebreo, Angelo Treves, a proporgli di tradurre il Mein Kampf con questa motivazione: "Bisogna far conoscere chi è Hitler".

Nel 1937 fece il suo ingresso in Bompiani Alberto Moravia con L'imbroglio. Tra lui e l'editore si creò un importante sodalizio che ha contribuito a delineare l'alto profilo letterario della casa editrice. Nel 1949 verrà pubblicato il suo capolavoro giovanile Gli indifferenti e nel 1952 vincerà il Premio Strega con la pubblicazione de I racconti. Dai suoi romanzi La romana, La ciociara e La noia verranno tratti film di enorme successo.

Umberto Eco entra invece in Bompiani nel 1959 e il suo primo libro Opera aperta viene pubblicato nel 1962. Esordisce in narrativa nel 1980 con la pubblicazione de Il nome della rosa nella collana Letteraria e il romanzo diventerà un caso letterario mondiale unico nella storia della letteratura italiana, vincendo anche il Premio Strega l'anno successivo. Negli anni seguenti Eco pubblicherà sempre per Bompiani altri sei romanzi, tutti di grande successo: Il pendolo di Foucault (1988), L'isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), La misteriosa fiamma della regina Loana (2004), Il cimitero di Praga (2010) e Numero Zero (2015).

Nell'ambito della letteratura italiana ricordiamo poi Corrado Alvaro, Elio Vittorini, Guido Piovene, Vitaliano Brancati, Raffaele La Capria, Ercole Patti, Ennio Flaiano, Leonardo Sciascia, Gesualdo Bufalino e Piervittorio Tondelli. Ma la Bompiani è anche e soprattutto narrativa straniera, e in quest'ambito Elio Vittorini e Cesare Pavese sono stati tra i maggiori artefici della scoperta di autori stranieri, soprattutto americani, trovando in Valentino Bompiani un editore attento, aperto e disponibile. Tra il 1938 e il 1940 vengono pubblicati Uomini e topi, Pian della Tortilla e La battaglia di John Stenbeck, mentre negli ultimi anni sono state pubblicate le nuove traduzioni di Furore, La valle dell'Eden e Uomini e topi. Altri autori stranieri che hanno arricchito il catalogo della casa editrice sono: André Gide, Jean-Paul Sartre, Albert Camus, T. S. Eliot, Joseph Conrad, Philip Roth, Patricia Highsmith, Marguerite Yourcenar, Erica Jong, Jay McInerney, Hanif Kureishi, Noah Yuval Harari, Lauren Groff. Più recentemente, tra gli italiani troviamo Antonio Scurati, Alain Elkann e Lidia Ravera.

Dal 2016 la casa editrice è entrata a far parte del gruppo editoriale Giunti.

Oggi la Bompiani guarda sempre al futuro, ma senza perdere di vista il passato, e nel 2018 è stata varata una nuova collana dedicata ai classici, riservando un'attenta cura al catalogo, da sempre solida base del marchio.

"Dietro ogni libro c'è una somma di azioni, di pensieri, di inquietudini, di decisioni, di angustie, di speranze condivise con altri, giorno per giorno, ora per ora. Gli anni così sbriciolati in ore e parole diventano una cosa tutta viva. Ritrovarli a un certo momento raccolti in un oggetto di pochi centimetri, tra le proprie mani, come se ciascun fatto e minuto avesse trovato la propria casellina ordinandosi da sé secondo una dovuta gerarchia, tutto questo, ogni volta, illude e consola." (Valentino Bompiani)

Fonti:
- G. C. Ferretti, G. Iannuzzi, Storia di uomini e libri: l'editoria letteraria italiana attraverso le sue collane, Roma, minimum fax, 2014.